Bper cede sofferenze per 450 milioni
Bper Banca sta per chiudere una cessione di uno stock di sofferenze, crediti difficilmente esigibili, da 450 milioni «senza impatti sostanziali sul conto economico». L’annuncio viene dallo stesso...
Bper Banca sta per chiudere una cessione di uno stock di sofferenze, crediti difficilmente esigibili, da 450 milioni «senza impatti sostanziali sul conto economico». L’annuncio viene dallo stesso amministratore delegato Alessandro Vandelli. Il piano prevede una successiva seconda tranche da 250-300 milioni entro l'anno, vale a dire il 10 per cento delle sofferenze lorde dell'istituto di credito modenese.
Bper ha poi avviato una società interna per la gestione delle sofferenze che sta registrando una crescita dei recuperi del 10-15 per cento nel primo semestre di quest'anno.
La terza linea di azione di Bper è la cosiddetta esternalizzazione di alcuni pacchetti di sofferenze a operatori specializzati del settore che offrono buoni ritorni.
Ieri l’Ad Alessandro Vandelli, a margine dell’assemblea dell’Abi, ha anche dichiarato che Bper si sfila da un eventuale coinvolgimento sul nuovo fondo Atlante2 dopo avere contribuito con 100 milioni al primo fondo privato per l'acquisto degli Npl (crediti deteriorati) e il sostegno alle ricapitalizzazioni delle banche.
«Su Atlante abbiamo già fatto tanto - ha sottolineato Vandelli - ora è importante che si faccia qualcosa sulle sofferenze. anche per dare un segnale al mercato». Il titolo azionario di Bper, dopo sedute particolarmente negative (giovedì era sceso a quota 2,58), ieri è risalito nettamente con un +16,19 a quota 3,00.
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