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Festival Filosofia, scontro sul calo dei finanziamenti

Festival Filosofia, scontro sul calo dei finanziamenti

Dopo l’annuncio che la Camera di Commercio si defilerà dal prossimo anno, Amedeo Faenza (Federalberghi) è duro: «È una decisione pazzesca»

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«Togliere risorse al Festival della Filosofia? Veramente pazzesco». È duro il giudizio di Amedeo Faenza Modena alla lettera della Camera di Commercio. Citato alla presentazione dell’edizione 2016, il testo contiene l’ultima curva di una parabola discendente. L’ente di via Ganaceto quest’anno darà 20mila euro contro i 100mila del 2009. Nel 2017 il portafoglio sarà chiuso. «Il Festival della Filosofia è l’unico evento importante per la nostra città - ha attaccato ieri Amedeo Faenza - togliere risorse alla manifestazione non sta assolutamente né in cielo né in terra. Ci sono alberghi che chiudono, altri stanno licenziando e noi togliamo l’unico evento importante a Modena? Non ho parole». Il presidente di Federalberghi Modena ha ricordato il successo delle scorse edizioni. In termini numerici, si parla di 2.5 milioni di euro per un evento che dura nove giorni su tutto il territorio. «Sono dati che c’invidia tutta Italia», ha replicato Faenza. Ironico che la notizia sia giunta proprio nella Capitale. «Roma è sempre pronta a prendere il formato - ha ripreso l’intervistato - e a voler ospitare il Festival. Non si parla semplicemente di Modena, ma di tutto il territorio modenese. Abbiamo tre strutture che stanno chiudendo. Togliere le risorse vuol dire non eliminare le problematiche». Appena poco più di un mese fa il presidente sosteneva che per il turismo a Modena era l’ora della riscossa. «Chi dice che sul turismo Modena va incontro a un flop si sbaglia», commentava allora Faenza. Era sabato 28 maggio. La notizia di ieri appare una doccia fredda, anzi peggio. «Non è soltanto un ostacolo di oggi e di domani - ha replicato il presidente - ma è una decisione che avrà conseguenze almeno per i prossimi due o tre anni. Il Festival è un importante evento: penalizzarlo vuol dire che chiudiamo. È veramente pazzesco: stiamo parlando di un evento importante a livello nazionale». Cosa si può fare? «Vediamo come poter organizzare le risorse - ha risposto Faenza - non possiamo di certo penalizzare aziende che stanno chiudendo. La tassa di soggiorno può essere un modo per promuovere la città, come fa Bologna. Quattro anni fa abbiamo detto che ci sarebbero stati 150 disoccupati. Dobbiamo farci una domanda: a cosa serve il turismo? S’è sempre detto che è un settore interessante, ma non so più come identificare gli aspetti importanti…». Insomma, come togliere l’ossigeno a un paziente in rianimazione. «Eravamo riusciti a vedere una luce seppur molto miope - ha garantito l’intervistato - tornando con i prezzi di dieci anni fa: non navighiamo certo nell’oro. Il nostro numero si chiama Bottura, il nostro è un territorio ricco. Iniziavamo a rialzare la testa, ora è giunta una botta così. Ci sono state polemiche anche per Vasco Rossi al parco Ferrari. Non ho parole, ci vogliamo fare del male. La città non merita una roba del genere».

Gabriele Farina

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