Il Ramadan dei trentamila scatena il dibattito sul web
Il nostro titolo con fotografia in prima pagina ieri li ha definiti modenesi in festa Pioggia di commenti tra insulti razzisti e inviti a riflettere su diritti e integrazione
Il nostro titolo sulla fine del Ramadan pubblicato ieri in prima pagina con foto era chiaro: “Finito il Ramadan, una festa per 30mila modenesi” (vedi foto qui sotto dove è riprodotta la prima pagina della Gazzetta di ieri). Un titolo che ad alcuni non è piaciuto. Sui social è scoppiato il dibattito su chi possa avere il diritto di definirsi modenese. Per capire fin dove si è spinto il confronto basta leggere alcuni dei post di Facebook che pubblichiamo sotto, firmati dai diretti interessati.
«Sono nata a Mantova e vivo a Modena da più di quarant’anni. Sono modenese? Se lo sono io lo sono tutti i musulmani che qua vivono la loro vita».
Mirella Spadini
«Ma se sono loro i primi a non sentirsi modenesi!! ma non spariamo cazzate!».
Marco Tintorri
«Non capisco perché molti non riescono a capire che conoscersi vuol dire riuscire a convivere bene insieme».
Mimma Ferrara
«Io abito a Modena da 15 anni e sono ateo.. Non c'è bisogno che sappiate da dove vengo.. Non cambia nulla... Pago le tasse lavoro faccio la mia vita... Poi se al Marco Tintorri non piaccio sono affari suoi. Resta il fatto che non basta essere nati in un posto per essere bravi buoni e belli e lui e quelli come lui sono persone grette e mediocri dei cattivi cittadini di cui non mi fiderei».
Enrico Felici
«Onore al sapore di buono che ha finalmente un giornale. Che è più facile cavalcare la chiassosa indignazione seppur diovoglia minoritaria, della silente maggioritaria semplice convinzione che siamo tutti uguali. Grazie per un titolo che se ne fotte delle urla e veicola l'uguaglianza a dispetto dei distinguo. Grazie».
Monica Spinelli
«Sentir parlare di “razza pura” mi fa venire in mente subito qualcosa di tremendo. Io ho studiato a Modena, città che amo e rispetto. Non ci vivo più per motivi di lavoro, ma ci torno per tifare per il Modena Volley. Sentire questi discorsi mi fa venire il voltastomaco. Io ho passato lunga parte della mia vita in Emilia. Non aspiro al titolo di “modenese” o “bolognese” per come lo intendete voi. Aspiro ad essere un buon cittadino ovunque io sia: lavoro bene, pago le tasse, rispetto l'ambiente in cui vivo, ho rapporti molto civili con tutte le persone che incontro, partecipo attivamente alla vita di Bologna. Posso solo dire che in più di un'occasione ho manifestato amore per Modena e Bologna ben più di tanti “purosangue” che conosco. Detto ciò, buona vita a tutti».
Lorenzo A. Giovannico
«Comunque sia è inutile che ci nascondiamo dietro a un dito. A loro non interessa minimamente essere modenesi, loro sono e restano musulmani, sono pochi che vogliono integrarsi, quindi sono inutili questi slanci di positività, rimarranno una comunità all'interno del territorio e nulla più. Chissà, forse con gli anni qualcuno comincerà a fondersi con noi, ma la vedo dura. Stessa cosa vale per la comunità cinese».
Raffaele Cesari
«Grazie alla Gazzetta di Modena, oggi ha aperto con un titolo che dovrebbe essere normale, ma che nei tempi in cui viviamo è diventato quasi un atto di coraggio, grazie quindi al direttore Enrico Grazioli per questo piccolo grande gesto di civiltà».
Giuditta Pini
«Onore alla Gazzetta e al suo direttore Enrico Grazioli. Gli organi di informazione possono essere lo strumento per aiutarci a capire, conoscere, convivere. Leggendo i commenti, vedo l’indignazione della gente perché i musulmani osavano festeggiare una loro ricorrenza, mentre dei nostri connazionali erano appena morti in un attentato. Tutto ciò mentre invece la popolazione italiana non se li è filati manco di striscio perché troppo impegnata a discutere sui rigori di Zaza e Pellè! Pure il cordoglio nazionale lo vorremmo scaricare ad altri...».
Laura Casari
«Ma voi che siete qua ad elogiare l'articolo e il titolo, che dovete per forza di cose fare i difensori di chiunque a prescindere... ma avete mai parlato con uno di questi 30.000 “modenesi”. Ne conoscete almeno uno bene bene? Avete mai condiviso con loro la vostra vita quotidiana non so come colleghi o semplicemente amici? Io sì e i miei genitori più di me. Hanno vissuto in un paese arabo per 25 anni... A parte 1 o 2 su migliaia a loro di essere modenesi o qualsiasi altra cosa non frega un cazzo di niente. Loro sono arabi musulmani e non vogliono minimamente essere avvicinati a nient’altro. Ma porca di quella troia ma cosa cazzo vi viene in tasca a difenderli sempre!».
Carlo Presti
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