Modena: tempi lunghi per le operazioni, migliora l’attesa per gli esami
Dai dati della Regione si vede come la “cura” sulle visite specialistiche abbia dato buoni frutti ma restano i ritardi nella classifica degli interventi chirurgici per prostata, polmoni e mammella
MODENA. Un tumore alla prostata? Si fa prima a farlo curare in tutti gli ospedali regionali che non al Policlinico. Numeri alla mano, i tempi di attesa a Modena per questa patologia sono i più lunghi in tutta l'Emilia Romagna. Servono 83 giorni per ricevere una cura specifica per il tumore alla prostata in via Campi. Al Sant'Orsola di Bologna ne occorrono sessanta; in altri ospedali i giorni sono 67 di media. Secondo la norma regionale ne servirebbero trenta per le forme oncologiche maligne. A Modena ne occorrono oltre il doppio ovvero 53 in più. Non è un caso unico. Per il tumore al polmone il minimo di attesa si raggiunge a Bologna (appena sei giorni); a Modena, invece, ne servono 29 cioè quasi cinque volte tanto. Non è un record: a Reggio, infatti, si sfiorano i quaranta giorni. Ai piedi della Ghirlandina si supera la soglia anche per il tumore alla mammella. A contendersi l’infelice primato ci sono Bologna, Ferrara e appunto Modena. I tempi di attesa sono rispettati nella nostra struttura del Policlinico per la patologia al colon e all’utero. I dati, tutti provenienti dalle elaborazioni della Regione, permettono anche un confronto più nello specifico.
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Discorso diverso per le visite specialistiche e gli esami diagnostici. Dal 20 aprile al 26 giugno sono state effettuate 84.417 prenotazioni a Modena. Le risposte più lente sono arrivate nel campo delle visite gastroenterologiche. Su 679 accessi il 10% non ha rispettato le direttive regionali. Nell'ecografia “testa collo” sette casi su cento hanno avuto risposte più lente del previsto. Per elettrocardiogrammi, visite ortopediche e spirometrie i casi negativi sono sei su cento. Attenzione però: i primi due tipi di prenotazione incidono per oltre il 10% del totale. In generale, i dati di Modena non sono così negativi se confrontati con quelli di molte altre città e soprattutto se confrontati col passato. Rimini, Cesena, Imola, Forlì, Ravenna e Piacenza stanno molto peggio.
Al confine con la Lombardia il caso più critico riguarda le mammografie nella città di Piacenza. Su quattrocento prenotazioni il 59% dei casi risulta fuori dai tempi prestabiliti. Altra situazione negativa si presenta a Imola. Semaforo rosso in ben due casi: le visite pneumologiche e quelle gastroenterologiche. Nella prima occasione il 54 % delle prenotazioni (304 in tutto) sgorgano in visite fuori tempo massimo; nella seconda il 47% dei pazienti (471) è ricevuto oltre il limite posto dalla Regione.
A Ravenna il 27% delle visite pneumologiche (194 in tutto) è compiuto in ritardo. Discorso simile a Forlì, in cui la percentuale sale al 36% su 432 prenotazioni. I controlli all'apparato respiratorio a Cesena sono più lenti del previsto in quasi un caso su due. Si attesta al 49%, infatti, il valore degli accessi (336 in tutto) oltre la soglia. Un dato ancora più allarmante nella città romagnola è quello che riguarda le mammografie. Il 73% delle richieste di esame si traduce in prestazioni (172 totali) fuori tempo massimo.
A preoccupare gli abitanti di Rimini è il ritardo nelle visite urologiche. Il 22% di 970 richieste non rispetta l'indice di performance. È possibile, inoltre, analizzare i dati settimana dopo settimana. Dal confronto diacronico, ad esempio emerge un peggioramento nei tempi di attesa (negli ultimi due periodi di riferimento) per la Tac (Tomografia assiale computerizzata) al bacino. Le prenotazioni si sono dimezzate (da 15 a 8); tuttavia, si è passati dallo zero al 12% di casi di ritardi nelle visite. Le visite gastroenterologiche hanno ridotto i tempi di attesa del 6%. Ma come si vede dalla tabella riportata qui sopra sui dati dell’ultima settimana, i numeri sono in continua evoluzione. Se l’andamento dei tempi operatori seguisse il miglioramento dei tempi di attesa per le visite, allora Modena salirebbe davvero in alto.
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