Sicrea: «Stiamo riportando legalità nelle costruzioni»
«Il sistema cooperativo ha in sè la forza per dire di no a viziosità da smascherare» Il Gruppo, erede di realtà storiche, ha chiuso il 2015 con fatturato di 108 milioni
Consolidare, innovare, difendere la legalità. Sono tre azioni su cui punta con notevole determinazine Sicrea Group.
Il gruppo cooperativo di costruzioni ha chiuso il 2015 con 108 milioni di euro di fatturato. Un risultato economico che la dirigenza intende confermare, se non migliorare.
Il versante dell’innovazione riguarda diversi aspetti tra cui il risparmio energetico, l’utilizzo di tecnologie sempre più nuove e il corretto adeguamento sismico.
Si giunge così al terzo aspetto: coscienza pulita come un foglio di carta prima di un disegno. Un obiettivo difficile in un territorio che si è dimostrato fragile, come è stato palesemente acclarato dall’operazione Aemilia.
I passi sono diversi. La politica aziendale prevede di stringere accordi unicamente con aziende inserite nelle “white list” o intenzionate a compiere tale scelta. C’è poi la «battaglia del massimo ribasso», come l’ha definita il presidente di Sicrea, Luca Bosi. «Non è sbagliato per definizione - ha spiegato Bosi - ma quando ci sono lavori poco specializzati con un’apertura al mondo si verificano contenziosi se va bene; quando va male accade molto peggio. Ho visto sconti del 45 o 46 per cento quando noi avevamo presentato un’offerta con uno sconto del 18 per cento. O siamo fessi noi o ci sono viziosità che vanno condannate e smascherate. Penso che il sistema cooperativo abbia in sé la forza per dire di no a questa forma».
Nella pratica non è facile. «Svolgiamo un lavoro immane - ha garantito il presidente di Sicrea - perché chiediamo l’iscrizione nelle white list anche per i fornitori con cui svolgiamo operazioni da mille euro. Spesso e volentieri le infiltrazioni si annidano nelle realtà più impensabili: penso ai noleggi delle attrezzature o dei macchinari. Non sempre le risposte delle istituzioni sono efficaci. Si fa grande fatica a ottenere le iscrizioni alle “white list” di fornitori che non rientrano nella categoria obbligatoria (lavori pubblici e ricostruzione post-sisma)».
Tra i cantieri che sono stati conclusi c’è l’Eurosets di Medolla. Ci sono anche operazioni bloccate.
«Il Sant’Agostino a Modena è fermo - ha ricordato Bosi - per noi si tratta di un cantiere da 9 milioni di euro che non sappiamo se partirà». Semaforo giallo, invece, per altri progetti. «A Ravarino faremo una Rsa (residenza sanitaria assistenziale) - ha ripreso il presidente - con un progetto da 4 milioni di euro. C’è un rallentamento per l’approvazione del progetto esecutivo, ma contiamo di partire a settembre. Per la piscina di Pavullo stiamo presentando il progetto esecutivo. Contiamo d’iniziare il cantiere entro la fine dell’anno. In un periodo di circa 8-9 mesi completeremo tutto. Sarà una struttura prefabbricata. Abbiamo partecipato con il Csi (Centro sportivo italiano) a un project financing (finanza di progetto). C’è un finanziamento del Comune per circa il 70 per cento, per il resto saranno risorse proprie. Sarà gestita dal Csi per vent’anni».
Il gruppo Sicrea ha un capitale sociale di 3,7 milioni di euro. Ha ricevuto un aumento di 1,5 milioni di euro e in programma ce n’è un altro entro settembre. Ha chiuso il 2015 con un fatturato aggregato di 110 milioni di euro e un Ebitda superiore ai 2 milioni. Erede di storiche cooperative, il gruppo ha 135 cantieri attivi e ha portato a cinque il numero di sedi in Italia, a cui si aggiunge un ufficio di rappresentanza in Costa d'Avorio. Complessivamente sono oltre 250 le persone impiegate. La capogruppo Sicrea Spa ha terminato lo scorso anno in utile, accrescendo il patrimonio netto da 2,3 a quasi 4,1 milioni.
Gabriele Farina
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