Gazzetta di Modena

Modena

Studenti e pusher a Pavullo, con l’aiuto di mamma

Studenti e pusher a Pavullo, con l’aiuto di mamma

Conclusa l’inchiesta dei carabinieri sullo spaccio nelle scuole di Pavullo e in Appennino: 2 arresti, 13 indagati e 13 segnalati

3 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO. I due figli minorenni si dedicavano allo spaccio della droga tra i coetanei, il padre posssedeva la droga destinata allo spaccio, anche ad uno dei figli e la madre si occupava della distruzione delle prove a carico del resto della famigliola: quando i carabinieri sono entrati nella casa per eseguire la perquisizione, la donna si è nascosta chiudendosi in bagno, dove ha rovesciato nel water due contenitori pieni di sostanza stupefacente, come poi hanno accertato le indagini dei carabinieri.

Dipinge un quadro inquietante la sintesi della informativa alla Procura dei Minori di Bologna e quelle destinate alla Priocura di Modena dei militari della stazione di Serramazzoni, coadiuvati dai colleghi del nucleo operativo di Pavullo, che hanno tirato le somme di una inchiesta durata mesi, edicata allo spaccio di stupefacenti ai minorenni nelle scuole superiori di Pavullo e nell’intero territorio che si estende fino a Serramazzoni.

Tra i tanti coinvolti anche due immigrati inseriti nel programma governativo di accoglienza per richiedenti protezione internazionale, ospiti presso un appartamento a Serramazzoni, proprio di fronte al municipio. Si ricorderà che l’appartamento era stato chiuso per le inorridenti condizioni igieniche nelle quali versava all’arrivo dei carabinieri di Serramazzoni, con conseguenti prese di distanza da parte della coop che ne gestiva l’accoglienza.

E ora si scopre che quel controllo era in realtà scaturito da una delle fasi dell’inchiesta, quella che mirava ad accertare l’eventuale “primo impiego” quali manovalanza dello spaccio dei profughi in Italia.

A scanso di equivoci, nell’inchiesta sono purtroppo coinvolti non solo immigrati, e soprattutto molti minorenni, studenti delle scuole. Il comandante della compagnia carabinieri di Pavullo, capitano Puccinelli, ieri ha chiarito che nelle varie fasi dell’indagine ci somo stati due arresti e tredici denunciati, cinque dei quali immigrati, uno minorenne.

I due arrestati, si ricorderà, sono due immigrati di seconda generazione sorpresi all’uscita delle scuole Marconi alcune settimane fa, con un bel carico di droga che residuava - secondo gli investigatori - dal “mercatino” allestito all’interno della scuola pavullese.

In tutto avevano 177 di hashish in polvere - tentarono di dire che era caffè - e di smartphone di ultima generazione con i quali riuscivano persino a pesare seduta stante le dosì di droga confezionate sul posto per i “clienti”.

Tra i 13 segnalati alla Prefettura quali consumatori di sostanze stupefacenti, e quindi potenzialmente pericolosi ad esempio alla guida di automezzi, ci sono in tutto 10 minorenni.

Nel complesso, i carabinieri hanno sequestrato circa due etti di stupefacenti, tra hascisc e marijuana. I militari hanno spiegato che l’inchiesta era partita a febbraio, grazie alla segnalazione di un genitore, che aveva trovato sul telefonino del figlio un messaggio inequivocabile e si era recato dai carabinieri a chiedere aiuto. Anzi, ad inchiesta finita i militari hanno inteso ringraziare le famiglie che si sono rese disponibili, invitando a segnalare ogni stranezza.
Così, poco alla volta gli accertamenti si sono estesi alle scuole di Pavullo e ad una trentina di persone. E si è aperto un mondo, purtroppo più frequentato di quanto si potesse immaginare. Un dato che trova riscontro inquietante: negli ultimi tre anni sono più di trenta le persone arrestate solo a Serramazzonio per reati di droga.

A. Setti e D. Montanari

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google