Boschetti, ultimo triste addio alla moglie
Il conte è tornato nella “sua” San Cesario dove ha tumulato nella cappella di famiglia Claudia, uccisa nella strage di Dacca
Il lungo viaggio del dolore è finito nella sua San Cesario, dove il conte Gian Galeazzo Boschetti ha collocato ieri mattina nella cappelletta di famiglia le spoglie della moglie. Maria Claudia D’Antona, la donna con la quale aveva a lungo convissuto, che aveva sposato di recente e con la quale divideva il lavoro imprenditoriale a Dacca, in Bangladesh, nella loro ditta che si occupa di tessile. La moglie, con la quale divideva anche l’impegno umanitario, il sostegno ad associazioni che si occupano di donne sfigurate dall’acido. Separati dalla morte, una morte violenta, assurda, avvenuta per mano di terroristi che hanno fatto irruzione nel ristorante dove una decina di giorni fa Gianni e Claudia fa si erano trovati a cena con amici, con altri italiani che sono stati uccisi, seviziati.
Ieri mattina, in una giornata di sole cocente, il silenzioso cimitero di San Cesario ha iniziato a vedere il passaggio di gruppetti di persone del paese già ore prima delle 11, l’orario previsto della cerimonia funebre. Boschetti è come un marchio per San Cesario, è parte della sua storia. Il sindaco Gozzoli, quello attuale, e quello di allora, Riccò, non potevano dunque mancare. Alcuni irriducibili sono rimasti sino a mezzogiorno, quando sono arrivati il 56enne Gian Galeazzo e il carro funebre con la moglie. La contessa Antonella Boschetti, la zia di Gian Galezzo, 84anni, era arrivata un po’ prima, da Fano, dove risiede d’estate. Con lei, alla spicciolata, via via sono arrivati altri parenti, dall'estero, dal Piemonte; una quarantina di persone in tutto. La bara, avvolta nella bandiera italiana, attorniata dalle corone di fiori di Mattarella e di Renzi, è stata dapprima collocata nella chiesetta, dove un diacono (il parroco di San Cesario è via con i ragazzi della parrocchia ai campi estivi) ha presieduto una funzione funebre non appena sono arrivate anche la sorella e la mamma di Maria Claudia D’Antona, bloccate in autostrada a causa del traffico congestionato. Poi il rito nella cappella di famiglia, la sepoltura, la benedizione: tanti abbracci, tanti volti cari che il conte ha potuto rivedere, lui, che da ormai venticinque anni si era stabilito in Bangladesh, dove aveva creato la sua nuova vita con Claudia. «Dichiarazioni? Cosa volete che vi dica ancora...?» ha detto in modo molto cortese, quasi a scusarsi, salutando i media presenti anche a questa ultima puntata della terribile vicenda.
Il conte è salito in auto, resterà in città ancora qualche giorno, poi Torino e, come aveva già annunciato qualche giorno dopo l’attentato, ritornerà a Dacca, in Bangladesh. «Ho 56 anni - disse - e sono da 25 in Bangladesh. Ho qui la mia vita, mi farò coraggio, sarà straziante, ma non ripartirò da zero»
Stefano Totaro
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