Castelvetro. Cgil denuncia: «Lavoratori espulsi perché scioperavano»
CASTELVETRO. Nuova denuncia della Cgil per quanto concerne il lavoro nel settore della carne: «Circa 40 lavoratori della cooperativa di manodopera “Global Services” - afferma il sindacato - sono...
CASTELVETRO. Nuova denuncia della Cgil per quanto concerne il lavoro nel settore della carne: «Circa 40 lavoratori della cooperativa di manodopera “Global Services” - afferma il sindacato - sono stati espulsi, e in parte sostituiti da altri lavoratori, all’inizio di questo mese dal ciclo produttivo della Fimar Carni di Solignano, società appaltante le attività di lavorazione e rifilatura prosciutti, che tali lavoratori svolgevano mediamente da 7-8 anni, con punte oltre i 15 anni». Il provvedimento sarebbe stato preso per «l’adesione alle reiterate proteste sindacali degli ultimi mesi». Ieri inoltre si è svolta un’assemblea sindacale alla Camera del Lavoro di Castelnuovo in cui i lavoratori «hanno dato mandato alla Cgil di ottenere il rispetto della Legge Regionale n. 3 del 2014 sulla “promozione della legalità e della responsabilità sociale” e il reintegro sul posto di lavoro». Non è la prima denuncia di Cgil nel settore carni e secondo il sindacato si sta «delineando la strategia delle imprese dell’industria alimentare: espellere i lavoratori sgraditi riportando i livelli di relazioni sindacali agli anni ’60».
«Già da anni avevamo denunciato agli organi competenti profili di somministrazione illegale di manodopera - prosegue Cgil - come ad esempio l’organizzazione e la gestione dell’attività dei lavoratori in appalto in capo alla Fimar Carni e non alle cooperative. Ora i lavoratori riferiscono di una situazione degenerata, come lo svolgimento di circa 220 ore mensili (a fronte di buste paga che registrano non più di 100 ore). Per non parlare della forma cooperativa: i lavoratori sono stati trattati come lavoratori dipendenti e non stati coinvolti in assemblee sociali. Di fronte a questi problemi, le imprese stanno scegliendo la via dell’espulsione dei lavoratori. L’espulsione permette di conservare un forte clima di ricattabilità nei confronti dei lavoratori che rimangono. È per questo che la cosiddetta “clausola sociale” (cioè il diritto di conservazione del posto di lavoro in caso di cambio appalto) viene così osteggiata dal sistema delle imprese, a partire da Confindustria. Le amministrazioni sono di fronte a una scelta di sviluppo di questo territorio. Noi pensiamo che - conclude Cgil - non ci possa essere sviluppo sostenibile senza legalità e senza gestione dei conflitti e su questo tema chiediamo al sistema delle imprese una scelta non ambigua».
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