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Formigine, cippo per il figlio morto: ladri rubano le panchine

di Giovanni Balugani
Formigine, cippo per il figlio morto: ladri rubano le panchine

Il vile gesto ai danni di un angolo di culto creato a Magreta dalla madre di Mattia Morandi, scomparso a 22 anni in un incidente stradale

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FORMIGINE. Mattia Morandi è morto otto mesi fa in un incidente stradale. Aveva 22 anni. Sopravvivere alla perdita di un figlio è sfida ardua e Rita Giacobazzi ha dovuto affrontarla, cercando un appiglio che le desse la forza di andare avanti. Rita ha trovato molto di più di un appiglio, ha trovato una colonna cui appoggiarsi, senza cancellare il dolore perché quello, come dice lei, «c’è e fa parte della mia vita».

«Grazie ad una amica - racconta Rita - ho intrapreso un percorso di fede. Sono entrata in contatto con don Ermes, il sacerdote di Fontana di Rubiera. Un grande uomo di chiesa che mi ha fornito risposte che io, fino a quel momento, non ero stata in grado di trovare. E lo ha fatto tramite il culto della Divina Misericordia. Mi ha dato la forza di aprire il mio cuore alla sofferenza e al dolore».

Ma sempre in funzione del prossimo. Ed è così che Rita, camminando in via Bassa a Magreta, ha notato nel caseificio Zini, abbandonato da tempo, la statua di una Madonnina. Si è informata su chi fosse il proprietario, lo ha rintracciato e lo ha contattato chiedendo il permesso di recuperare la statua.

«Era in pessime condizioni e così l’ho fatta restaurare, riportandola allo splendore originale. Poi ho avuto un’idea semplice. Non era giusto che la tenessi tutta per me, la soluzione migliore era fare in modo che fosse accessibile a tutti».

Rita ha allestito un piccolo cippo nel giardino della casa di via Bonecati a Magreta. Lo ha fatto domenica, creando dal nulla un grazioso angolo di culto per i fedeli o anche solo di riflessione per chiunque passi di lì. E sono in tanti che in questi giorni, durante l’abituale passeggiata in via Bassa e via Bonecati, si sono fermati all’ombra delle panchine per qualche minuto.

«È un giardino senza recinzione, chiunque può entrare. È una dedica, un omaggio per tutte le mamme che hanno dovuto affrontare il mio stesso lutto. È possibile mettere la fotografia del figlio scomparso accanto alla Madonnina».

Poi, però, lo zampino degli stolti ha rovinato quell’angolo di pace. Qualcuno nella notte tra venerdì e sabato ha rubato le panchine. «Ieri mattina quando sono andata al cippo ho visto che non c’erano più. Le ho già sostituite con altre due che mi sono state donate dai miei vicini di casa. Questa volta, però, le ho incatenate di modo che non si verifichi nuovamente un atto del genere. E per rendere più sicuro e accogliente il luogo sarebbe bello se il Comune di Formigine installasse un lampione per illuminare la zona e magari una fontana collegata al pozzo. Ho già fatto richiesta».

Di certo il gesto di qualche vandalo non fermerà Rita: «Quando è morto Mattia non pensavo minimamente a tutto ciò. Ora, dopo otto mesi, sento ancora il dolore dentro di me, ma grazie alla Divina Misericordia e a don Ermes ho imparato che, nonostante lo strazio, è ancora possibile donare agli altri ed è ancora possibile amare il prossimo».

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