Gazzetta di Modena

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«Carpi diventi un simbolo della memoria europea»

di Chiara Sorrentino
«Carpi diventi un simbolo della memoria europea»

L’ex ministro Kyenge: «La storia dell’ex Campo deve essere conosciuta di più» «La morte di Emmanuel, ucciso da chi ha insultato la moglie, un lutto per tutti»

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«Incoraggio il Comune di Carpi a continuare a coltivare la memoria storica e la valorizzazione dell'ex Campo di concentramento di Fossoli. Mi rendo inoltre disponibile a collaborare quale membro della Commissione Cultura del Parlamento Ue per portare Carpi all'attenzione di tutti gli eurodeputati quale simbolo di memoria europea, ospitando eventi e personaggi legati alla città e agli eventi storici di cui è stata protagonista», così l’ex ministro per l’integrazione ed ora europarlamentare Cecile Kyenge ha esordito ieri mattina nel suo intervento durante la commemorazione del 72° anniversario dell’eccidio di Cibeno. Il 12 luglio 1944, 67 internati politici prelevati dal campo di concentramento di Fossoli furono trucidati dalle truppe naziste all'interno del poligono di tiro di Cibeno. Le vittime provenivano da 27 diverse province italiane e rappresentavano le differenti anime antifasciste dell'epoca. Il ricordo dell'anniversario dell'eccidio è stato anche l'occasione per sottolineare l'importanza di un'Europa unita e in grado di gestire il fenomeno dell'immigrazione in maniera risolutiva spegnendo sul nascere l'odio e l'intolleranza razziale con esplicito riferimento ai recenti fatti di Fermo: «Stasera - ha continuato la Kyenge- sarà a Fermo per il funerali di Emmanuel, il giovane nigeriano picchiato e ucciso da un'ultrà 39enne della Fermana che prima aveva insultato la moglie. Anche io sono stata oggetto di insulti razziali proprio all'interno dell'ambiente politico senza ottenere una chiara risposta di condanna da parte delle istituzioni. Episodi gravissimi come questi sono la conseguenza di una politica che deve ancora riuscire nel progetto di integrazione investendo su un nuovo approccio più lungimirante e ad ampio spettro, e meno securitario e di chiusura. Sono passati oltre 70 anni dall'eccidio di Cibeno e sembra che si sia affievolita quella memoria. Per questo è importante continuare a ricordare e ad educare i giovani all'insegna dei valori della memoria, della dignità della persona e della costituzione per dare loro la possibilità di scegliere sempre la pace e il dialogo».

Alla commemorazione erano presenti anche due parenti delle vittime: Elena Antonia Magnini, nipote di Antonio Manzi che veniva da Milano e faceva parte del Partito d'Azione, Giustizia e Libertà, e Gabriele Molari figlio di Rino Molari di Santarcangelo di Romgna. La cerimonia si è infine spostata al Campo di Fossoli per concludersi con la deposizione di una corona da parte del sindaco Alberto Bellelli, il quale ha colto l'occasione per ricordare anche l'importante investimento di 500.000 euro appena stanziato dalla Regione Emilia Romagna per la riqualificazione dell'ex campo.

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