Elisa, da Modena a Parigi il sogno s’avvera alla corte di Yves Saint Laurent
Ha appena 24 anni, ma ha già realizzato un primo grande sogno, quello di lavorare in una delle più celebri maison di haute couture francese: Yves Saint Laurent, un nome che è diventato un logo, il...
Ha appena 24 anni, ma ha già realizzato un primo grande sogno, quello di lavorare in una delle più celebri maison di haute couture francese: Yves Saint Laurent, un nome che è diventato un logo, il simbolo dell'alta moda. Lei è la modenese Elisa Tassi, laureata in Economia e Marketing Internazionale, che dopo essere volata a Parigi nel 2012 per l'Erasmus, ha deciso di ritornarci subito dopo il compimento del percorso universitario, prima con uno stage nell'azienda di una giovane stilista parigina, e in seguito presso la sede principale di YSL. «Ero in procinto di firmare il rinnovo del contratto di stage, quando una mia cara amica che lavora da Yves Saint Laurent mi ha chiamata dicendomi che si era appena liberata una posizione per un tirocinio molto interessante. Così decisi di provarci, e dopo il colloquio venni ricontattata per iniziare. È stata una combinazione di tempistica e fortuna. Quasi in contemporanea mi sono anche iscritta ad un Master in Management della Moda, per potenziare le mie competenze in questo campo».
Qual è il tuo ruolo nella maison?
«Lavoro nel dipartimento commerciale che si occupa della collezione donna. È un lavoro articolato e affascinante, che unisce l'aspetto gestionale a quello estetico fatto di supervisione dei prodotti. Mi piace testare la bellezza dei tessuti e delle lavorazioni, e parlarne con i clienti. Conoscere come sono stati fatti i capi e la storia che c'è dietro sono uno stimolo inesauribile, soprattutto quando portano il nome di uno dei padri della moda francese».
Cosa ti piace di più di Parigi?
«La sua vitalità, la sua bellezza, i suoi eccessi, le sue contraddizioni e le molteplici opportunità che offre. C'è una frase di Jean Cocteau che condivido in pieno e che a proposito della capitale francese dice: "Da tutto questo disordine e da tutti questi contrasti che affaticano l'immaginazione, altro non è che poesia". Parigi è il luogo dove ogni giorno posso essere una persona diversa, e vivere esperienze nuove, ma Modena mi manca. Lì ci sono la mia famiglia e i miei amici, quindi i miei pilastri. Tutte le volte che torno capisco cosa vuol dire avere radici».
Quali sono i tuoi progetti a breve e a lungo termine?
«Lo stage terminerà ufficialmente a fine settembre. Poi vedremo. Ho tanti sogni che vorrei realizzare. Sicuramente voglio cominciare la mia carriera lavorativa in senso stretto, senza stage o lavori occasionali, e se non troverò qualcosa di soddisfacente a Parigi sono pronta a ripartire per fare nuove esperienze. Mi piacerebbe anche disegnare una capsule collection con alcune amiche stiliste che vivono qui, o con dei talenti di Modena e dintorni, in modo da unire la mia passione per la componente artistica della moda al lato più pragmatico di management delle vendite».
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