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Vecchi verso la presidenza della Camera di commercio

Vecchi verso la presidenza della Camera di commercio

Presidenza della Camera di Commercio, è arrivato il giorno di Giorgio Vecchi. Oppure no? Il punto di domanda è d’obbligo visto come, tra veti incrociati e auto candidature stoppate, si sono sin qui...

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Presidenza della Camera di Commercio, è arrivato il giorno di Giorgio Vecchi. Oppure no? Il punto di domanda è d’obbligo visto come, tra veti incrociati e auto candidature stoppate, si sono sin qui svolte le operazioni per arrivare alla nuova presidenza in sostituzione di Maurizio Torreggiani.

Come anticipato nei giorni scorsi questa mattina in via Ganaceto è prevista l’assemblea del consiglio per arrivare alla votazione.

In lizza c’è un solo candidato: viene promosso come traghettatore (fino alla scadenza del mandato nel 2018) l'attuale vicepresidente, Giorgio Vecchi di Confcommercio. Una candidatura nata dopo un giro di consultazioni svolto dallo stesso Vecchi e dal segretario Stefano Bellei, che pare non aver scatenato entusiasmi. Diciamo che sembra prevalere lo stato d’animo da «ma sì facciamo lui e finiamola con questa storia ed evitiamo altre figuracce, oltre che il commissariamento», ma i malumori serpeggiano. E questi malumori potrebbero manifestarsi concretamente con gli sgambetti dei franchi tiratori, visto che il voto pe il presidente è segreto.

Secondo quanto aveva rivelato la presidente di Confagricoltura Eugenia Bergamaschi, «Vecchi in giunta ha già ottenuto sette consensi, ma la proiezione di questi nel consiglio non è scontata: confesercenti e le cooperative sono a favore, gli agricoltori anche targati Cia meno, nella stessa Confcommercio potrebbero spuntare sorprese».

Recita lo statuto della camera di commercio all'articolo 20: il presidente è eletto con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri, qualora non si raggiunga neanche al secondo scrutinio si procede, entro i successivi 15 giorni, ad una terza votazione in cui è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti del consiglio (17 su 32). Non fosse di nuovo raggiunta la maggioranza necessaria, si procederebbe ad una quarta votazione di ballottaggio tra i due candidati; in caso di ulteriore esito negativo, il consiglio decade con contestuale nomina di un commissario da parte della Regione ma, appunto, si tratta di uno scenario nemmeno preso in considerazione in via Ganaceto.

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