Arresto cardiaco in mare: modenese è salva
Una 77enne è stata recuperata dai bagnini e rianimata per trenta minuti a Cervia
Quasi mezz’ora di massaggio cardiaco sul bagnasciuga, poi la signora si è ripresa e fra il pubblico è scoppiato un applauso. Per i bagnini di salvataggio quella di domenica è stata una giornata da ricordare, con un intervento al limite del possibile. Una turista modenese di 77 anni infatti alla fine se l’è cavata, pur finendo all’ospedale, proprio quando sembrava che l’impresa fosse disperata. Colpita da malore in mare la bagnante era finita sott’acqua, ma per fortuna i soccorsi non si sono fatti attendere.
«Verso le 11 ero come al solito sul moscone, di fronte al bagno Tino di Cervia - racconta il bagnino di salvataggio Edoardo Casadio -, quando mi hanno chiamato invocando aiuto. La vittima era già sott’acqua. Mi sono allora tuffato prendendo in spalla la signora che però aveva perso il battito cardiaco. A riva abbiamo subito iniziato a rianimarla, con il massaggio cardiaco e il defibrillatore».
«Il protocollo di intervento - spiega Silvia Marchetti, una delle nove bagnine impiegate nel salvamento - prevede che ad intervenire siano tre marinai. Appena la nostra ricetrasmittente ha fatto scattare l’allarme, sono corsa in aiuto di Edoardo insieme all’altro collega Daniele Berti. In questi casi ognuno ha il proprio compito: c’è chi si occupa del massaggio, chi del defibrillatore. Inoltre occorre delimitare lo spazio di intervento per tenere lontano il pubblico».
Anche i marinai della Capitaneria di porto sono stati coinvolti nella complessa operazione, conclusa grazie ad un lieve movimento delle palpebre da parte della donna; è stato quello il segnale che si stava riprendendo.
«Il medico del 118 a quel punto ha deciso che si poteva caricare sulla barella - aggiunge Edoardo - e per noi è stata una grande soddisfazione. Quest’anno è il secondo salvataggio in questa zona, ma anche nelle altre i miei colleghi stanno lavorando duro».
La cooperativa della riviera ravennate, dal canto suo, ha investito proprio sul progetto “Spiaggia sicura” e i risultati si vedono. Il servizio di salvataggio è uno dei meglio organizzati della riviera; e in quanto al defibrillatore, ora viene adottato da tutti.
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