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Modenese uccisa da un’infezione: tre medici indagati

di Carlo Gregori
Modenese uccisa da un’infezione: tre medici indagati

Tre medici indagati per la morte di Elisa Scurani, una modenese di 41 anni stroncata da setticemia dopo un calvario sanitario

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MODENA. Una nota ginecologa modenese e due medici strutturati, uno dell’ospedale di Baggiovara e l’altro del Policlinico, sono indagati con l’accusa - ancora ipotetica e tutta da definire - di omicidio colposo per la morte di Elisa Scurani, barman titolare dell’Art Café di Corso Canalchiaro. Elisa è deceduta il 25 giugno scorso a soli 41 anni dopo un calvario sanitario durato alcuni giorni. La causa della sua morte è quasi certamente dovuta a una setticemia inarrestabile insorta poco dopo l’impianto di una spirale anticoncezionale.

Gli avvisi di garanzia spediti ai tre medici modenesi arrivano dalla Procura di Parma, titolare dell’inchiesta: Elisa è deceduta durante un tentativo in extremis di salvarla nella camera iperbarica al Centro di Ossigenoterapia di Fidenza quando era già in coma irreversibile. Il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta ha anche disposto che la salma per ora non venga cremata, come sarebbe stata volontà di Elisa stessa. Sabato scorso, durante il funerale, si è infatti appreso che la salma dovrà restare a San Cataldo in sepoltura perché resti a disposizione per l’autopsia.

Proprio l’autopsia è il motivo dei tre avvisi. Secondo una procedura in uso, il pm “avvisa” i probabili responsabili del decesso individuandoli in una rosa di persone coinvolte durante le cure, una sorta di atto dovuto che permettere loro di nominare i consulenti medico-legali che seguiranno le fasi degli accertamenti autoptici in modo da non lasciare dubbi su quanto verrà riscontrato; solo in seguito, il magistrato definirà con più precisione eventuali profili di colpa. A maggior ragione, in questo caso è importante che tutte le parti abbiano questa possibilità di controllo.

La morte di Elisa è infatti dovuta a un’infezione letale la cui causa va chiarita. Per questo la Procura di Parma ha dato istruzioni al suo consulente di avanzare ipotesi anche su possibili responsabilità mediche. Se la filiera delle cure è infatti chiara, non è invece affatto chiaro cosa è accaduto e in quale momento la situazione è precipitata. Elisa si era fatta impiantare la spirale da una nota ginecologa presso il suo studio privato a Modena. Da subito aveva accusato dolori forti. Una sera è svenuta mentre si trovava da sola in casa. Poi ha avuto un rapido peggioramento tale da spingerla a presentarsi al pronto soccorso. A Baggiovara l’hanno presa in carico tenendola sotto osservazione qualche giorno. Ma il suo stato di salute è diventato improvvisamente critico ed è arrivata alla Rianimazione del Policlinico quando era già in condizioni disperate e in stato di coma. La camera iperbarica è stata un tentativo estremo, purtroppo andato a vuoto, di tenerla in vita.

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È chiaro che dopo una tragedia del genere ci si interroghi non solo sulla natura dell’infezione e sulla sua causa ma anche sulle diagnosi avanzate e dalle terapie prescritte, se adeguate o meno al caso.

La vicenda di Elisa ha sconvolto tutti coloro che la conoscevano, soprattutto i frequentatori dell’Art Cafè. Lascia il padre William e la madre Maria Grazia.

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