Nek saluta i giovani fedeli «Un’esperienza unica»
A Montegibbio il cantante ha parlato ai 130 ragazzi che partiranno per Cracovia «Vi invidio e essere qui, dove sono cresciuto, mi fa sentire di nuovo a casa»
Una preparazione speciale per i giovani delle parrocchie sassolesi che andranno la prossima settimana a Cracovia per partecipare e vivere la “Giornata mondiale della gioventù”, insieme a Papa Francesco, che li raggiungerà negli ultimi giorni del mese. Diverse le modalità, come abbiamo riferito l’altro giorno, con le quali andranno in Polonia gli oltre 130 ragazzi. Una metà partirà prima e farà esperienza di vita nelle famiglie mentre l’altra gruppo li raggiungerà in un secondo momento per la parte finale. Alla preparazione di domenica pomeriggio, al castello di Montegibbio, era presente anche Nek, il sassolese Filippo Neviani, che ha portato il suo messaggio di fede e di vicinanza all’evento.
Filippo, com’è raccontare la tua esperienza di vita cristiana ai giovani che stanno per partire per la Giornata Mondiale della Gioventù?
«È un’emozione, che fa anche abbastanza paura e già il fatto che sia la vigilia di un bel viaggio che, sinceramente, avrei fatto volentieri anche io, mi riempie di emozione. Se mi ci fermo a pensare, credo proprio che sia una grande esperienza. Chissà, magari anche io in un futuro, avrò occasione di potermi unire ad altri, magari della stessa parrocchia, e di poter partire con amici come magari don Carlo e don Giovanni. Mi piacerebbe, non lo nascondo».
E mentre dice questo emerge tutta la sua sincerità, tutta la sua voglia di fare cose che anche a 44 anni sente che fanno parte del cammino di un cristiano.
«Sono un po’ invidioso dei ragazzi perché partono per questa avventura e quindi cercherò di essere il più easy, semplice e sincero possibile. Anche perchè, insomma, mi vengono chieste cose e io, tramite la mia esperienza di 44enne, rispondo».
Oggi sei un po’ l’ospite in una giornata che in realtà è una giornata per stare insieme. Essere qui con i giovani della tua città ha un significato immendo ed la riprova che il legame con Sassuolo torna sempre.
«È vero ed infatti io sono qua, io ci ho passato l’infanzia su questo campo, con mio fratello. Il fatto di poter parlare con tanti giovani che non conosco, ma con tanti altri che sono già diventati grandi, mi fa sentire a casa. Siamo qua, ci sono ragazzi che arrivano anche dal Brasile, è una bellissima atmosfera. Mi sento davvero a mio agio».
Per i giovani sassolesi una ciliegina davvero inattesa, poter parlare con un concittadino famoso, in un contesto affascinante come la corte del castello di Montegibbio, è stata una esperienza davvero da ricordare. Poi hanno anche familiarizzato con diversi giovani brasiliani, in visita a Sassuolo, anche loro sulla via di Cracovia.
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