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Osteria dei Girasoli dove nuove cotture esaltano cibi antichi

di Serena Arbizzi
Osteria dei Girasoli dove nuove cotture esaltano cibi antichi

A Sassuolo un’osteria che sceglie la tradizione rinnovata con le moderne tecniche di cucina

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SASSUOLO. Ormai è diventata un punto di riferimento non solo per Sassuolo, ma anche per i tanti avventori, provenienti da fuori città, che si trovano a passare da queste parti e che sono desiderosi di sperimentare piatti tipici della nostra tradizione modenese, ma rivisti in chiave moderna, attraverso sistemi di cottura innovativi che regalano sensazioni nuove alla porzione che si assapora.

L’Osteria dei Girasoli di via Circonvallazione è una tappa obbligata per chi vuole avventurarsi in una vastissima scelta di antipasti di terra e di mare, per chi vuole fare un salto tra una selezione di primi e un’ampia varietà di secondi, e un’altrettanto ricca scelta di dolci. Prima di trasferirsi in via Circonvallazione, lo chef Franco Cerrato, alla guida del ristorante, aveva una birreria, “Carpe diem”, a San Michele dei Mucchietti: un’esperienza importante che gli ha consentito di spiccare il grande salto verso la ristorazione.

«Abbiamo aperto l’Osteria dei Girasoli nel 1998 e in tutti questi anni il filo conduttore che ci ha distinti è quello di una cucina tradizionale, ma a tratti rivisitata con innovazioni che a nostro avviso valorizzano i piatti al meglio» spiega Franco Cerrato, chef dell’Osteria dei Girasoli.

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Scorrendo l’elenco dei piatti nel menù si possono scorgere, per quanto riguarda i primi, diversi tipi di pasta ripiena, ravioli, tortelli con ricotta, ravioli di pasta bianca con ripieno di patate e tartufo nero, (che prendono il nome di ravioli Girasoli, per connotare ulteriormente l’appartenenza al menu di questo locale).

«Si tratta di una cucina con piatti classici ma rielaborati soprattutto dal punto di vista della cottura - prosegue Cerrato - un sistema che applichiamo, ad esempio, al guancialino di maiale, una golosità di casa nostra che però abbiamo sperimentato in un modo innovativo che viene apprezzato dai clienti. Durante i preparativi del guancialino, infatti, lo teniamo a marinare in modo classico, ma cambiamo il sistema di cottura che per noi è a 85 gradi e servono sei ore. Il guancialino viene cotto in un sacchetto sottovuoto, pertanto non vengono disperse le caratteristiche organolettiche, ovvero quelle che solleticano i cinque sensi. La carne risulta più tenera e, di conseguenza, più buona».

Baccalà mantecato con polenta e polvere di cappero.

Ingredienti per quattro persone: quattro etti di baccalà sotto sale, almeno due litri di latte, 150 grammi di panna fresca, quantità a piacere di polvere di cappero, olio extravergine, macinata di pepe a piacere, polenta fritta. Procedimento: dissalare il baccalà mettendolo sotto l’acqua corrente fino a quando non ha perso tutto il sale. Procedere alla cottura nel latte e, una volta pronto, passarlo in padella e mantecarlo. Aggiungere a piacere polvere di capperi, olio e pepe in quantità a piacere. Al ristorante Osteria dei Girasoli si aggiungono bacchette di polenta fritta come contorno, tre per ogni porzione. Ingredienti per preparare la polenta, sempre per quattro persone: tre etti di farina di masi, un litro d’acqua. Mescolare fino a quando non si ottiene un composto sodo: cuocere in forno e, una volta terminata la cottura, tagliare a bacchette e friggerle.

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