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Vecchi nuovo presidente evitati i “ franchi tiratori”

Vecchi nuovo presidente evitati i “ franchi tiratori”

Scelto il voto palese e non quello segreto come avrebbe previsto lo statuto L’eletto: «Non sono un traghettatore». Sul buco in bilancio: «Non è un problema»

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Dopo tanto tribolare, la Camera di Commercio di Modena ha il nuovo presidente, al posto di Torreggiani che si è dimesso. Sarà Giorgio Vecchi, presidente Confcommercio, a guidare nell'ultimo anno e mezzo di mandato l'ente camerale. A Vecchi è bastata solo una votazione per sedersi sulla sedia di presidente, ma a voto palese.Tra i mal di pancia degli esponenti Cna, per non parlare di quelli in Lapam, o dei mugugni di altri consiglieri, era elevato il rischio che con il voto segreto, previsto da statuto, non si arrivasse al quorum necessario per l'elezione al primo turno. Per evitare di eleggere un presidente “azzoppato”, con il voto al secondo turno, o peggio di tornare in alto mare, i membri del consiglio hanno preferito ricorrere al voto palese, che avrebbe richiamato i dubbiosi ad assumersi pubblicamente la responsabilità di dire "No".

Così l'elezione è arrivata con 27 voti per Vecchi, due soli astenuti: lo stesso Vecchi per opportunità e la dubbiosa, senza paura di dirlo, Cinzia Franchini di Fita-Cna.

Un quadro elettivo che Giorgio Vecchi alle prime dichiarazioni post-elezione sembra volersi buttare dietro le spalle.

«I problemi che ci sono li affronteremo insieme, col consiglio. Se mi aspettavo l'unanimità? Non ci pensavo, ringrazio i consiglieri e interpreto la compattezza come un segnale distensivo, per poter lavorare ancora meglio tutti insieme. Le polemiche sono quelle apparse sui giornali, qui non ne abbiamo mai avute tante. Ma andiamo avanti, in ogni caso».

Vecchi non si sente affatto una scelta di comodo, un traghettatore: «L'astensione? La percepisco come un momento di confronto tra le varie idee che naturalmente possono esserci. Non sempre ci deve essere l'unanimità».

Cinzia Franchini, invece, appena uscita dalle votazioni non nasconde il suo stato d'animo: «Dico che questa Camera di Commercio non ha bisogno di traghettatori, anche se questa mia parola è stata contestata in consiglio. Vecchi stesso ha detto al consiglio di voler operare in totale continuità: a mio avviso, avremmo avuto bisogno di individuare da subito un presidente forte, con una grande e nuova carica propulsiva. Anche in discontinuità rispetto al passato: quella in atto- contestualizza la presidente Fita- è una fase delicata per le Camera di Commercio, siamo in mezzo a una riforma nel cui ambito, probabilmente, alcune funzioni e risorse economiche verranno ulteriormente riviste. Per questo serviva da subito - insiste Franchini - una guida nuova».

Parole distensive dopo il voto anche da Gian Carlo Cerchiari presidente di Cna Industria Emilia-Romagna e tesserato Confindustria, presidente mancato: «Franchini ha avuto il coraggio di esprimere il proprio pensiero, ritengo comunque che aver individuato il nuovo presidente nel giro di un mese sia stato positivo», osserva

. Sulla stessa linea anche Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura, che pure aveva espresso qualche dubbio sulla gestione delle recente fase: «Vecchi ha la nostra fiducia e non lo vedo come un semplice traghettatore»

A Vecchi il compito di smentire i dubbiosi destreggiandosi tra le varie urgenze camerali. Sul “buco” nel bilancio 2015 da quasi 700mila euro, approvato a suo tempo e generato dalle attività di Expo spronate dal Comune, il nuovo presidente minimizza: «È ridicolo pensare che questo possa essere un problema per una Camera di Commercio come quella di Modena». E chissà che sotto la sua guida non si rimedi all'altra figuraccia: il taglio dei finanziamenti al Festival Filosofia, investimento probabilmente più utile alla collettività e all’economia rispetto a Expo ai giardini...

Andrea Marini

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