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Collezionava reperti: patteggia

di Carlo Gregori
Collezionava reperti: patteggia

Cercavano il Guercino, trovarono una trentina di pezzi archeologici in casa di un noto restauratore

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Erano i giorni caldi della caccia alla tela del Guercino rubata in San Vincenzo e i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico di Bologna presero seriamente una indicazione arrivata dall’ambiente dell’antiquariato: fecero una serie di ricerche in alcuni palazzi di vai verdi, focalizzando l’attenzione soprattutto su una cantina. Durante queste ricerche - che non produssero nulla di significativo per recuperare il capolavoro trafugato - nel settembre 2014 arrivarono anche a suonare in casa di un inquilino particolare del palazzo sospettato: un restauratore e artista modenese ormai sessantenne molto conosciuto. E nella sua abitazione trovarono a sorpresa una singolare collezione di antichità: un trentina di pezzi da scavi archeologico di epoca etrusca e romana: vasi, monete e cocci.

Il restauratore si giustificò dicendo che era una collezione di famiglia iniziata da suo nonno e di non aver avuto la certezza che quei pezzi potessero avere un certo valore anche economico.

Le indagini e anche una perizia hanno invece appurato che per almeno tre pezzi un valore consistente c’era. Per questi motivi la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio e ieri mattina i suoi difensori - avvocati Pier Antonio Rovatti e Emilio Dotoli - hanno chiesto e ottenuto un patteggiamento.

Il restauratore ha concordato una pena di sei mesi che è stata subito riconvertita in una multa salata: 50mila euro. Multa però immediatamente sospesa in quanto il giudice gli ha concesso la condizionale. I reperti sono tuttora sotto sequestro presso la Tutela Patrimonio Artistico di Bologna.

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