“Erba” albanese: carichi da cento chili alla volta
Un traffico incessante da Lecce a Modena con balle di marijuana appena arrivate dall’Albania. Balle per carichi con consegne da 50 a 100 chili alla volta ogni due mesi. È il dato al centro degli...
Un traffico incessante da Lecce a Modena con balle di marijuana appena arrivate dall’Albania. Balle per carichi con consegne da 50 a 100 chili alla volta ogni due mesi. È il dato al centro degli approfondimenti in corso da parte della guardia di finanza di Como e ora è un nuovo ramo di indagine in corso al termine di una maxi-operazione portata a termine ieri tra la città lombarda e quella pugliese che vede nella nostra città un crocevia fisso, anche se tutto da chiarire.
I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Como, in collaborazione con i militari del Nucleo di Polizia Tributaria e del Gruppo di Lecce, tra la provincia di Brindisi e Lecce, hanno infatti sequestrato 800 kg di marijuana, una pistola con matricola abrasa clandestina e relativo munizionamento traendo in arresto due albanesi ed un montenegrino accusati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi clandestine. I militari prima hanno individuato un autoveicolo con a bordo i due albanesi sequestrando un primo carico di stupefacenti di centocinquanta chili, poi in un casolare isolato nel Leccese sono stati rinvenuti altri 650 kg oltre ad una pistola e due caricatori con quindici colpi. La droga era destinata al mercato di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Abruzzo: avrebbe fruttato oltre quattro milioni di euro.
In particolare, come spiegano al comando della Gdf di Como, stando ai dati raccolti questi carichi erano spesso destinati a Modena, tappa fissa ma da identificare: non si sa chi fosse il destinatario delle balle da 30-50 chili di “erba” appena arrivata dall’Albania coi gommoni e stoccata nel casolare-covo del Leccese. Si sa invece che i trafficati usavano i due albanesi ora nei guai facendo fare fino a “tirate” da 1.100 km alla volta lungo la penisola con pause da mezz’ora la massimo e una serie di tappe che li portavano fino a Como (di qui l’indagine). Un’attività sfiancante ma evidentemente gratificata da lauti guadagni. Le destinazioni erano regolate dai consumi in base a consegne all’ingrosso. Proprio il terminale modenese, secondo gli investigatori delle “fiamme gialle”, ora è uno degli elementi più interessanti da approfondire con nuove indagini: chi stoccava tanta “erba” e a chi la dava da spacciare al minuto?
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