Imprese in lieve aumento ma l’occupazione è ferma
Da inizio anno leggero incremento di 120 unità nel commercio e nei servizi Il d.g. Gandolfi: «Sempre più voucher, il clima di incertezza condiziona tutti»
Per il commercio e i servizi, il cosiddetto settore terziario, si chiude anche la prima metà dell'anno con il segno più, ma l'occupazione rimane in posizione stagnante.
Dall'analisi sul primo semestre effettuata dall'ufficio studi di Confcommercio Modena sui dati Infocamere e su un panel di circa 2.300 aziende associate, il numero totale delle imprese attive in provincia aumenta di quasi 120 unità nel confronto con l'inizio dell'anno, passando da 16.022 a 16.140, mentre sul fronte occupazionale, le assunzioni, nel confronto con il giugno dello scorso anno, sono state quasi esattamente controbilanciate dalle cessazioni.
«L'incremento registrato da tutti i segmenti considerati dall'osservazione (commercio, turismo, mediazione immobiliare e assicurativa, servizi alle imprese) - sottolinea Massimo Gandolfi, direttore generale di Confcommercio Modena - è importante perché rafforza il trend di crescita osservato nel primo trimestre, ma è evidente come il clima di incertezza abbia condizionato l'andamento occupazionale».
Commercio al dettaglio. In questo ambito, che comprende il commercio su area pubblica, in provincia si riprende un po' di fiato, anche se i dati sono ancora inferiori, di 43 unità, rispetto al primo semestre dello scorso anno: le imprese attive nel territorio modenese passano da 6.533 di inizio anno a 6.560 al 30 giugno (+27). Si inverte finalmente la tendenza negativa registrata nei primi mesi dell'anno a Modena: le attività salgono da 1.790 di gennaio a 1.802, lo stesso numero di giugno 2015.
Bar e ristoranti. Significativo l'andamento del comparto della ristorazione, dove il numero di imprese passa da 3.515 dell'inizio dell'anno a 3.552 (+37). La performance più dinamica è nella città capoluogo, dove il numero delle attività è passato da 1.035 a 1.056 unità (+21).
Mediatori immobiliari. Un ulteriore elemento di interesse emerge rispetto alle agenzie di intermediazione immobiliari, che, dall'inizio dell'anno a fine giugno, passano da 3.041 a 3.090. Un "balzo" di 49 unità, che è diretta conseguenza della ripresina in atto nel mercato immobiliare, con particolare riguardo al settore residenziale, dove le vendite sono aumentate quasi del 3% rispetto al primo semestre del 2015.
Occupazione. Da segnalare come a un incremento, sia pure lieve, del numero di imprese attive, non sia corrisposto un aumento degli occupati: sul panel di 2.300 imprese associate, a fronte di 1.940 assunzioni, ci sono state nel primo semestre 1.890 cessazioni, con una crescita del 12 per cento di voucher e del 9 per cento di tirocini attivati, sul corrispondente periodo del 2015.
«Pesa - dichiara Gandolfi - il clima di incertezza. I nostri imprenditori sono prudenti rispetto alle tipologie contrattuali a cui ricorrere: l'aumento di voucher e di tirocini segnala soprattutto un sentiment di incertezza sul futuro».
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