Carpi. No al cantiere 24 ore su 24: esposto dei residenti
«Il sindaco deve tutelare il nostro riposo: chiediamo che non conceda la deroga» Per aprire a settembre gli operai devono lavorare anche il sabato e la domenica
CARPI. «Io lavoro in campagna, sto sotto il sole oltre 10 ore e la notte ho bisogno di riposare: le sembra normale che per tre settimane debba sopportare sotto le finestre un cantiere che lavora anche di notte».
In via Don Sturzo guardano sfiniti verso il cantiere della Coop che sta ampliando la propria struttura. E mentre operai indaffaratissimi usano il martello pneumatico per eliminare le vecchie aiuole davanti al supermercato, nella zona a fianco si sta stendendo l’asfalto su una bella fetta del parco dello “sgambatoio”. I residenti però nonostante il caldo non ci stanno a subire passivamente questa situazione e ieri mattina hanno presentato un esposto in municipio. Protocollato e consegnato alla segretaria del sindaco nella speranza che venga mitigato il piano dei lavori.
«Certo, la Coop ha fretta di aprire il negozio rinnovato - commenta Stefano Rovatti, portavoce dei residenti del quartiere - ma serve un po’ di rispetto per i cittadini. Il Comune non deve concedere una deroga così ampia in presenza di rumori fastidiosi. I responsabili del cantiere hanno l’intenzione di lavorare 24 ore su 24, sabato e domenica inclusi, da venerdì a tre agosto. Questo per lo smontaggio della facciata esterna». Il programma è noto “a memoria” dai residenti che tra loro hanno discusso come evitare notti insonni per settimane.
«Per la demolizione di parti interne, piano terra e interrati - continuano a spiegare i cittadini, documentazione alla mano - si prevede che il cantiere resti aperto dalle 6 di mattina alle 22, da lunedì a sabato fino al 6 agosto. Tutti i giorni, dalle 6 alle 22, fino al 14 agosto saranno necessari per creare la nuova facciata. Poi dovranno realizzare il nuovo piano terra, il nuovo piano interrato dal 4 al 15 agosto e la nuova copertura dal 4 al 13 agosto».
I residenti sono consci, e sono informati, del fatto che le emissioni sonore non saranno entro i limiti di legge. «Per stessa ammissione dei tecnici - dice Stefano Rovatti - ci troveremo a convivere con rumori forti superiori ai limiti di 70 decibel sia di giorno sia di notte. Le sembra normale che per tante settimane centinaia di famiglie debbano subire un simile disagio? Pur rispettando le esigenze di chi lavora ci domandiamo: non sarebbe stato opportuno allungare i tempi ed evitare almeno l’operatività notturna nel cantiere? Il sindaco cosa pensa di questa situazione? Non crede che dovrebbe difendere almeno in parte il nostro diritto a dormire la notte?». A questo punto i cittadini attendono che l’amministrazione municipale, che concede le deroghe nell’ambito di attività rumorose, dia una risposta ai residenti del quartiere.
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