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Dj Gavioli: «Quando il Kiwi era la mia casa»

di Nicola Calicchio
Dj Gavioli: «Quando il Kiwi era la mia casa»

Il dj Massimo Gavioli racconta gli anni d’oro e gli aneddoti legati al mitico locale di Piumazzo

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MODENA. «Ogni volta che passo davanti al Kiwi mi giro dall'altra parte. Per quindici anni è la stata la mia casa e mi piange il cuore vederlo spettrale e malinconico. Io in quel locale ci ho lasciato il cuore». Massimo Gavioli, dj storico del locale di Piumazzo, si è formato alla scuola del Picchio Rosso passando per lo Snoopy e il New Charly. Ha iniziato giovanissimo, a 17 anni, e ricorda benissimo una data. «Era domenica 1° maggio 1984. Andai nel locale di piazza della Cittadella per ballare, ma quando incontrai il proprietario gli chiesi se avevano bisogno di un dj. Lui mi guardò, chiamò il dj Claudio Rossi e mi fece accomodare alla consolle. Il provino fu positivo ed iniziai subito a lavorare. Non ci potevo credere, anche perché era un periodo difficile per chi faceva questro mestiere».

Dopo la felice esperienza dello Snoopy, Massimo Gavioli godeva di un certo credito nell'ambiente ed iniziò la collaborazione con il New Charly e il Picchio Rosso, mentre nei mesi estivi si trasferiva al Valentine di Sassuolo.

«In quegli anni mio punto di riferimento è stato Lucio Vannelli, insieme a Claudio Rossi – prosegue il dj modenese – Ricordo però quando a 15 anni andavo a fare un corso per dj a Le Cardinal di Bastiglia tenuto da Bonvi. Ci andavo in Vespa con un amico pur di imparare i segreti di questo lavoro. Sono le tre persone che mi hanno insegnato il mestiere».

Alla fine del 1989 ecco arrivare la svolta nella vita lavorativa di Massimo Gavioli. Il passaggio dal New Charly al mitico Picchio Rosso, traguardo ambito per molti dj. Anche per lui fu una scuola in cui perfezionò la tecnica. La società del locale però lo dirottò al Picchio Verde di Carpi. Furono tutte tappe di avvicinamento a quella che poi sarabbe stata la sua casa per quasi 15 anni: Il Kiwi di Piumazzo.

«Ricordo ancora il provino fatto con l'allora direttore Fabio – continua Gavioli – Gli feci una buona impressione, anche perché non ci pensò due volte per farmi lavorare. Al Kiwi ho raggiunto la maturità lavorativa. Il Kiwi mi ha dato molto, ma anch'io ho dato tanto al locale. Praticamente ci abitavo dentro, visto che ero impegnato tutte le sere e alcuni pomeriggi della settimana. Ho visto passare tanti artisti, ma quelli che ricordo con piacere sono gli 883: fu una serata indimenticabile».

Ma c'è un flash che Massimo Gavioli non dimentica?

«Ricordo un sabato sera: doveva arrivare come ospite un grande personaggio di Radiodeejay. Nel locale c’erano più di 5mila persone. Per un disguido lui non arrivò e toccò a me condurre la serata. Quando tutto finì, mi misi a piangere per l'emozione e per i complimenti della gente».

«Il locale di Piumazzo resta sempre nel mio cuore tanto è vero che sto portando avanti il progetto Remember Kiwi. Ho aperto una pagina ufficiale su Facebook con tanto di foto e testimonianze ed organizzo serate in varie località, per tenere vivi i ricordi. Chi è oggi Massimo Gavioli? Forse quello di trent'anni fa, ma con qualche energia in meno».

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