«Una strada pericolosa, fate qualcosa»
«Purtroppo quello del ragazzo non è stato l’unico incidente della giornata», commentano gli abitanti di Ca’ di Sola, frazione nei pressi della quale Marco Rossi ha perso la vita lunedì pomeriggio....
«Purtroppo quello del ragazzo non è stato l’unico incidente della giornata», commentano gli abitanti di Ca’ di Sola, frazione nei pressi della quale Marco Rossi ha perso la vita lunedì pomeriggio.
«Già prima un ragazzo in motorino aveva subito un incidente, e più tardi col buio ce n’è stato un altro, all’incrocio tra la strada Statale e via Modena. Nonostante ci fossero le torce per terra, però, la gente ha continuato a sfrecciare», dice un anziano signore. Secondo i racconti di residenti e commercianti, la velocità degli utenti della strada, unita al traffico delle ore di punta ed alla poca larghezza della carreggiata, rendono la Statale un luogo pericoloso lungo il quale transitare. «Purtroppo quello verso Solignano è un tratto dove tutti vanno veloce, ed è una strada abbastanza trafficata - dicono Daniele e Giuliana Vignali - È una strada non larga, dritta, e con gli alberi intorno. È già da tanto che se ne parla, e infatti ci sarebbe il limite dei 50 km orari». Ma in pochi lo rispettano tanto che negli ultimi mesi quello di Marco Rossi è il secondo incidente mortale a cui se ne aggiungono diversi di più limitate conseguenze. «Purtroppo io ho visto il ragazzo a terra», commenta Naldo Colella. «In quello stesso punto un mazzo di fiori era già stato attaccato ad un albero - riprende Gabriela Bartolamasi - È una strada molto stretta. Tra le biciclette, le moto, i camion, a fare un sorpasso è un attimo che succeda un incidente. Alcuni guidatori poi azzardano troppo, e col caldo la gente ragiona in modo più lento». (ev)
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