Lotta per la Grama di Marano: che sfide con stivali, Grazielle e carrelli!
Dal parco alla piazza e all’antico borgo in centinaia per assistere alle spettacolari gare tra le sei “bolate”
MARANO. Ci sono sei contrade, o per meglio dire “bolate”, che sono in lizza per conquistare la “proprietà” della Grama, la fontana che è tra i simboli del comune di Marano e da sempre presenza fissa in piazza Matteotti. Verrebbe da pensare a giorni di diatribe paesane e divisioni tipiche del più classico palio cittadino ed invece l’ormai sentita contesa non ha fatto altro che unire ancora di più la comunità che popola la sinistra del fiume Panaro. Questa è la “Lotta per la Grama” che è arrivata alla quinta edizione e che continua a coinvolgere maranesi e non. Un appuntamento diventato fisso nel calendario del paese, ma negli ultimi anni capace di attrarre anche curiosi provenienti da tutta la zona pedemontana e che quest'anno se lo è aggiudicato Cà di Mester.
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Teatro di questa disfida è principalmente la piazza, proprio vicino alla Grama e all’ombra della quercia che è punto di riferimento per i maranesi. Cà di Mester, Calder, Clumbaroun, Furaster, Furnasoun e Stizan, le sei “bolate” in gara, per alcune settimane sono chiamate a battagliare a suon di prestazioni canore, che hanno coinvolto anche il sindaco, il capogruppo di minoranza oltre al parroco, e prove di ogni genere: dalla cronoscalata con gli stivali a quella con la famosa bici Graziella, sino alla corsa con i carrelli della spesa. Grande attenzione anche per il torneo di calcetto (probabilmente il più sentito dalle contrade) e quello di beach volley che per tradizione si disputano al parco delle Bocce, proprio in quell’area verde da dove di fatto è nata l’idea della “Lotta per la Grama”.
Già perché a dare il via e soprattutto ad organizzare la manifestazione tutta maranese sono un gruppo di amici: “I ragazzi del campetto”. Quel palcoscenico “spelacchiato” per tanti provetti calciatori di Marano che, appunto, erano soliti passare i pomeriggi “alle bocce”.
«Quando abbiamo deciso di proporre la Lotta lo abbiamo fatto quasi per scherzo – dice uno di loro – poi negli anni l’appuntamento si è rivelato sempre più apprezzato e di questo siamo contenti. Bello vedere un paese così coinvolto nei giochi e negli spettacoli che in fondo restano il pezzo forte». E bello, inoltre, veder rivivere a pieno anche Marano vecchio teatro della serata clou. Protagonista assoluta la terribile salita che caratterizza il borgo antico, denominata in dialetto “salgheda”. «Speciale è stata l’accoglienza delle famiglie di Marano vecchio quando ci siamo presentati lungo la strada per preparare il percorso. Tutti alla finestra, tutti vogliosi di aiutarci. Questa è già una vittoria». A proposito, chi fosse interessato a sapere quali sono le “bolate” vincitrici della “Lotta per la Grama” può fermarsi in piazza Matteotti per leggere il colorato albo d’oro ricavato proprio sulla fontana...
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