Gazzetta di Modena

Modena

Il fascino degli orsetti lavatori, ma tenerli in casa è vietato

Il fascino degli orsetti lavatori, ma tenerli in casa è vietato

Sono arrivati al Centro il Pettirosso con la loro mascherina sugli occhi… Per fortuna non erano ladri ma bellissimi procioni, più conosciuti come orsetti lavatori. Chi non ha mai visto almeno un...

2 MINUTI DI LETTURA





Sono arrivati al Centro il Pettirosso con la loro mascherina sugli occhi… Per fortuna non erano ladri ma bellissimi procioni, più conosciuti come orsetti lavatori. Chi non ha mai visto almeno un volta un procione, in un cartone animato o nelle vecchie pellicole in cui Davy Crockett li cacciava per la pelliccia, facendosi un copricapo con la classica coda a strisce? «Quelli erano altri tempi - commenta il responsabile del Pettirosso Piero Milani - Ai tempi nostri, soprattutto nei paesi del nord Europa, i procioni sono considerati animali d'affezione. Purtroppo, però, il loro carattere poco accomodante, ha fatto sì che la gente una volta stanca del comportamento selvatico di questi animali se ne sbarazzasse senza troppi complimenti, liberandoli in un ambiente non proprio adatto a loro, anche quando si tratta di un bosco».

In Germania come in altri paesi europei, il procione non ha predatori e pertanto il suo status non può che rafforzarsi a discapito della fauna che si trova sugli alberi e nei corsi d'acqua: grazie alla loro agilità, i procioni arrivano ovunque. Per tenere sotto controllo il loro proliferare, in questi paesi si è arrivati a mettere in pratica un abbattimento selettivo per contenere il numero di esemplari in continuo aumento. «Così in aumento - spiega Milani - che i procioni sono arrivati a varcare anche le Alpi, impresa che per un animaletto originario del Nord America non è cosa da poco. Il procione è considerato un plantigrade, praticamente un orso, anche se di piccole dimensioni e la sua detenzione è assolutamente vietata dalla legge. Dopo aver varcato le Alpi, i procioni si sono insediati in nuclei numerosi in Lombardia, nel Parco del Ticino, e nel Bergamasco ed è così che il Corpo Forestale dello Stato, una volta catturati in un sottotetto, li ha portati al Pettirosso, che si è adoperato per la realizzazione di un'apposita struttura per ospitarli, munita di vasche con acqua corrente dove alla mattina presto si vedono i procioni nuotare e di sera correre sui tronchi, controllati dalle telecamere come sorvegliati speciali. Come se non bastasse, appena arrivata, una femmina ha pensato di accasarsi e partorire una cucciolata - sorride Milani - A vederli sono irresistibili ma quando impari a conoscerli, sai che loro non stanno lì a farsi dire cosa devono o non devono fare... Sono procioni, non sono né cani né gatti, sanno aprire porte e serrature, annodare i lacci delle scarpe ed intrufolarsi ovunque. Un consiglio? Chiudete bene le porte, che se arrivano i procioni vi vuotano la dispensa!».

Per emergenze per fauna selvatica ferita o in difficoltà potete chiamare i numeri 3393535192 - 3398183676 - 112. (l.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google