Il giudice di sorveglianza non va più a Sant’Anna
A Modena ufficio vuoto da oltre due anni, da novembre non riceve in carcere Gli avvocati: «Insostenibile e ingiusto». Ma a Bologna negano: «È tutto ok»
Dal maggio 2014, quando andò via il giudice Giovanni Mazza, Modena è priva dell’unico Magistrato di sorveglianza, il giudice che regola le detenzioni, i permessi, le liberazioni anticipate e tutto quanto riguarda il mondo carcerario e la riabilitazione dei detenuti. Un nuovo giudice è stato nominato più di un anno fa. Non si è mai visto a Modena, si è saputo soltanto che era in maternità e che forse prenderà servizio da agosto.
Nel frattempo a coprire il suo lavoro solo per lo stretto necessario sono altri giudici che a turno fanno il possibile. «Una situazione insostenibile - spiega Enrico Fontana presidente delle Camere Penali di Modena che spiega i motivi dell’astensione dalle udienze per due giorni a Modena e in regione - che provoca gravissime ricadute sulle vite dei detenuti». Nel corso dell’assemblea tenuta ieri dai penalisti di Modena è stato sottolineato che la situazione a Sant’Anna è così grave che i sostituti del magistrato di sorveglianza “fantasma” non ricevono più in carcere da novembre. Un carcere che dopo un anno di riequilibrio fisiologico di detenuti, passati a circa 360 unità, oggi è tornato in emergenza con 30 detenuti in più del limite (alla Dozza di Bologna sono addirittura a +300) con un carico di pratiche aumentato per il magistrato sostituito e quindi tempi di attesa sempre più lunghi e incerti. Oltretutto oggi, come ha sottolineato l’avvocato Luca Brezigar delle Camere penali nazionali, dopo la sentenza della Corte europea, si aggiungono anche i reclami con altri tempi di attesa lunghissimi anche per casi drammatici o persino tragici, al limite della “tortura”. Eppure, come proprio Brezigar ha sottolineato ieri, «il magistrato di sorveglianza dovrebbe essere il governatore del sistema carcerario locale. È lui che deve conoscere le storie dei detenuti e il loro fascicolo, lui deve decidere sulla detenzione. Ma oggi non è così. Per cui succede che chi lo sostituisce o concede permessi in modo errato oppure li nega per non sbagliare. Tutto questo è contro il nostro ordinamento giuridico». Di questo profondo disagio si sono fatti carico anche i senatori Pd e M5S di Modena. E anche un detenuto, che a nome di tutti i “definitivi” di Sant’Anna ha scritto in una lettera pubblica che questa situazione di assenza di un giudice da due anni e mezzo «penalizza e mortifica sia i carcerati che i penalisti e con grave disappunto si chiede alle istituzioni di risolvere tale situazione». Ma a livello distrettuale la magistratura nega qualsiasi problema. Non risulta che ci siano stati, «quanto meno dal dicembre 2015 all'attualità, compromissione di diritti o omesse risposte dell'autorità giudiziaria nei confronti dei detenuti della casa circondariale di Modena». Si conclude così una nota dei magistrati in servizio al Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che replicano alla lettera dei detenuti di Modena. Sarà. Resta il fatto che a Modena la situazione è stata stigmatizzata più volte anche dal Garante regionale dei detenuti Desi Bruno. In attesa che arrivi un magistrato in carne e ossa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
