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Tempo di tagli estivi all’ospedale

Tempo di tagli estivi all’ospedale

Mirandola. Nei reparti spariscono gli operatori sanitari e il personale è chiamato a pesanti turni

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MIRANDOLA. Lo scorso anno era toccato soltanto a Ostetricia-Ginecologia, quest’anno il problema è più ampio e tocca anche i reparti di Medicina. L’estate porta in dote gli atavici problemi di personale all’ospedale di Mirandola dove tra ferie e necessità di contenere i costi “spariscono” operatori socio sanitari (Oss) nel turno notturno ed il personale medico e infermieristico si vede costretto a turni anomali rispetto a quelli standard del resto dell’anno. Si pensi che c’è chi arriva di fatto a 17 giorni senza un riposo, o meglio viene conteggiato il giorno di relax quando si smonta dalla notte per tornare in servizio il mattino seguente. Tutto regolare, almeno da un punto di vista formale, ma piuttosto stressante per chi è chiamato a garantire la sicurezza dei pazienti attraverso standard di attenzione che con il passare dei giorni inevitabilmente diminuisce.

E così il timore di molti sanitari in prima linea riecheggia fino ai piani alti della direzione sanitaria dove le critiche e le lamentele sono arrivati come spifferi. Perché - e questo vale soprattutto per il taglio sulle Oss - due braccia in più fanno sempre comodo soprattutto quando si affrontano momenti emergenziali, che anche d’estate non possono essere esclusi e che, anzi, si sono già verificati nei giorni scorsi.

In compenso non viene messa in campo, magari, una strategia alternativa, che prevede la reperibilità in caso di frangenti critici, soluzione comunque esclusa fin dagli anni precedenti. E intanto, nonostante l’esasperazione e le polemiche, all’ospedale si continua a lavorare sodo alla ricerca di quegli standard assistenziali che garantiscono l’ultimo presidio sanitario della Bassa tuttora impegnato a cercare una nuova dimensione post sisma. (fd)

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