Perseguita l’ex, ora gli è vietato avvicinarsi
L’uomo era stato ammonito in base alla legge sul femminicidio. In procura caso di uno stalker liberato
Continuava a perseguitare l’ex compagna e nonostante un primo ammonimento, scattato in base alla nuova legge sul femminicidio, che in pratica lo invitava a lasciar perdere, a smettere di molestare, di seguire, di chiamare e anche di fare del male a quella donna, ora è diventato a tutti gli effetti uno stalker, una persona pericolosa che commette atti persecutori. E per lui è arrivato il provvedimento del divieto di avvicinamento: per fare in modo che questa donna possa avere una sua vita propria, possa liberamente andare a lavorare, frequentare le persone che vuole, a lui è stato vietato l’avvicinamento all’abitazione, ai luoghi che di consueto lei frequenta.
E’ la vicenda che vede protagonista in negativo un modenese di 28 anni che aveva una relazione con una donna di una decina d’anni più anziana di lui.
Quando questa ha deciso di lasciarlo, lui non ci ha più visto: pedinamenti, messaggi, appostamenti e anche, in alcune occasioni, un comportamento violento. L’aveva picchiata, non in modo brutale, provocandole ferite guaribili in tre giorni. La donna comunque avanzò denuncia e la Volante, più volte chiamata ad intervenire a difesa della donna, fece dettagliati rapporti. Da qui l’ammonimento in base alla legge del femminicidio. Ma il 28enne, nonostante il “cartellino giallo”, ha continuato a molestare la donna, aggravando così la sua posizione. Per lui, come detto, è stato disposto dal giudice il divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi che lei frequenta.
Era invece finito in manette un altro stalker, un trentenne modenese che, secondo le accuse, aveva molestato la sua compagna 28enne. Per questo motivo era stata disposta una misura cautelare in carcere. Ma successive indagini avevano rivelato come la donna, vittima delle sue molestie continuate, avesse in qualche occasione raccontato vicissitudini non del tutto corrispondenti a verità. In sostanza, alcuni episodi attribuibili al 30enne non erano del tutto veri. Il Gip allora ha disposto che l’uomo tornasse in libertà. Il 30enne nel frattempo sta seguendo il percorso del centro antiviolenza , al fine di limitare o controllare i suoi impulsi violenti, ma pare che non ci stia riuscendo: la procura infatti sta valutando se intraprendere altre disposizioni nei suoi confronti.
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