Gazzetta di Modena

Modena

A Modena duecento in piazza Torre contro l’orrore di Nizza

di Gabriele Farina
A Modena duecento in piazza Torre contro l’orrore di Nizza

Giovani, famiglie, stranieri, turisti alla manifestazione in piazza Torre a Modena: «Non ci faremo vincere dalla paura». Il sindaco: «Prevenire attentati con l’intelligence»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Come si fa a farsene una ragione?». È la domanda sulla bocca di molti alla veglia in piazzetta Torre organizzata dopo gli attentati di Nizza. Un esecutore, 84 vittime, duecento feriti alle celebrazioni della presa della Bastiglia sono i freddi dati di un evento che scuote le coscienze.

«Non siamo impauriti, ma di più - confessa Laurence Deswel - siamo spaventati, terrorizzati. Il presidente Hollande non ci difende, il governo francese non fa niente per noi cittadini». Laurence è ai piedi della Ghirlandina con l’amica Sophie Lazos-Charrier. Sono a Modena da turiste, ma il cuore è in Francia. «Hanno messo i militari a pattugliare le scuole - riconosce Sophie - ma non possono metterli dappertutto». «C’è tanta insicurezza - riprende Laurence - ma sappiamo che non possiamo vivere barricati nelle nostre case. Dobbiamo guardarci intorno, stare attenti. Farsene una ragione? Come si fa?».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13830714:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/la-manifestazione-in-piazza-torre-a-modena-contro-il-terrorismo/61424/61863]]

La stessa domanda riecheggia nella bocca dei Giovani musulmani italiani. C’è una delegazione presente, come dopo i fatti di Parigi, di Bruxelles, di Istanbul. «Si è parlato dell’attentatore come un tunisino - sottolinea Takwa Haddad, portavoce modenese dell’associazione - mentre è un cittadino francese. Questo è un modo per allontanare il problema sociale. Ero stata a Nizza, andrò a Parigi in Erasmus. Non mi sento sicura, ma non ho paura. Il momento in cui stiamo vivendo mi spinge ancora di più a fare del mio meglio». Non farsi bloccare dalla paura è la sfida più forte e più importante. «Ho mia zia in Francia - confessa Sara Righi - siamo preoccupati. Tuttavia, dobbiamo cercare di far cambiare il meno possibile la nostra vita. Ricordo il mio viaggio a Nizza, ricordo la grande bellezza del luogo. Non mi sembra vero quanto sia successo».

«Ci dobbiamo preoccupare tutti», aggiunge Rehab Jelali. «Ero stata a Nizza in terza media - racconta Sara Mounchit - ricordo ancora la passeggiata che abbiamo fatto sulla Promenade des Anglais. Penso che ci sarei potuta essere io. Il terrorismo non mi sta cambiando la vita». Tra gli oltre 200 presenti c’è un fioranese vestito da Uomo Ragno. È Mauro Merlino, colui che ha sconfitto Equitalia. «Lancio un segnale di solidarietà alle famiglie delle vittime - spiega dopo una manifestazione in piazza Mazzini - perché gli innocenti siamo noi, le pedine che muoiono».

«Cosa possiamo fare?», è la domanda che pongono le giovani. Essere presenti è già una risposta. «Occorre prevenire gli attentati con l’intelligence - risponde da sotto il Sacrario della Ghirlandina Gian Carlo Muzzarelli - e battere l’Isis sul campo militare». Il sindaco vede «un colpo di coda drammaticamente pericoloso» nell’aumento degli attentati dopo gli attacchi al cuore del sedicente Stato Islamico. Solidarietà per l’associazione interculturale Milad dopo l’attacco di giovedì sera sulla scia del tentato golpe in Turchia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google