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Botte ad un debitore: i giudici gli negano l’utilizzo di un fucile

Botte ad un debitore: i giudici gli negano l’utilizzo di un fucile

Il barista colpì con calci e pugni un avventore nel 1998 Diciotto anni dopo incassa il divieto per l’arma da caccia

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SASSUOLO. Quell’aggressione, seppur avvenuta 18 anni fa e poi conclusa con il “non luogo a procedere” emesso dal giudice di Pace, gli negherà la possibilità di detenere un fucile da caccia e quindi di divertirsi con il nuovo hooby. La lunga vicenda giudiziaria di un barista sassolese si è chiusa davanti al Consiglio di Stato, che lo considerato inadatto per possedere un’arma. «La licenza - si legge - può essere ricusata a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi» e ancora non è stata riscontrata la “buona condotta, per la commissione di fatti, pure se estranei alla gestione delle armi, munizioni e materie esplodenti, ma che comunque non rendano meritevoli di ottenere o di mantenere la licenza di polizia”.

L’imprenditore, difeso dagli avvocati Alessandra Mandelli e Lucio Nicolais, incassa così un diniego dopo che già nel 2010 sia il questore sia il prefetto di Modena avevano espresso parere negativo, ribadito anche dalla sentenza del Tar del 2011.

Ma perché si è arrivati a questa decisione? Sull’uomo pesa un episodio del 1998: venne presentata nei confronti dell’uomo una querela per lesioni personali, in cui si denunciava come avesse aggredito con calci e pugni un avventore del bar di cui è titolare, “facendolo sbattere contro un auto”. E nulla è valsa la difesa che ha puntato sul mancato pagamento della consumazione a bancone, un atteggiamento più volte ripetuto nel corso del tempo. Di fatto il barista era ormai stanco ed esasperato dall’atteggiamento del cliente “portoghese”.

Per convincere i giudici, inoltre, non è servito neanche dimostrare come la querela fosse poi stata ritirata - ecco il motivo del “non luogo a procedere” del giudice di Pace - anche perché - scrive il Consiglio di Stato - “pur sempre la sua condotta non potrebbe essere considerata lecita, sicché l’Amministrazione ha ben potuto ritenere il carattere violento della condotta. D’altra parte, non vi è stata una denuncia dell’appellante, sull’ipotetico carattere calunnioso del contenuto della medesima querela”. Cala il sipario, il barista non potrà avere alcun fucile.

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