«Non rischia più, via la pistola»
Nonantola. All’imprenditore era già stata tolta la scorta e ora non avrà l’arma per difesa personale
NONANTOLA. Per anni è stato considerato uno dei paladini locali dell’Antimafia. Le sue dichiarazioni nei processi contro la criminalità organizzata, a cui si era ribellato, denunciando tutto quanto sapeva, lo avevano portato ad essere un personaggio ingombrante, scomodo per qualche malavitoso e quindi meritevole di essere protetto dallo Stato, che gli aveva assegnato anche la scorta. La sua vita era a rischio e quello slancio di legalità doveva essere protetto in un ruolo così complicato come può essere quello di “testimone di giustizia”. E così dal 2010 e nei successivi cinque anni, l’imprenditore nonantolano aveva ottenuto una tutela armata e lui stesso poteva girare armato per motivi di “difesa personale”.
Ma nell’ultimo periodo l’uomo, difeso dall’avvocato Ferdinando Scotto, ha dovuto fare i conti con un’altra storia: è infatti finito nel mirino della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli per i rapporti con alcuni esponenti della criminalità campana. E da lì in poi sono iniziati i guai. Non ci sono infatti solo le inchieste giudiziarie in corso, ma c’è anche una bufera amministrativa che ha colpito la sua impresa, esclusa anche dai lavori post-sisma con il diniego di iscrizione alla white list proprio per il timore di infiltrazioni o condizionamenti della malavita.
L’imprenditore, alla luce degli ultimi fatti, non è più considerato un testimone a rischio tant’è che gli è anche stata tolta la scorta. E per logica conseguenza, se la sua vita non è più in pericolo allora non ha neppure più bisogno della pistola che dal 2010 deteneva per “difesa personale”. Lo hanno deciso i giudici del Tar a cui si era rivolto contro il parere del Prefetto, supportato da questore e comandante dei carabinieri. «L’autorizzazione al porto di un’arma per difesa personale - scrivono i giudici - presuppone che l’interessato sia persona che presenti un rischio di aggressione qualificato a quello che può correre qualsiasi altro cittadino. Il ricorrente non si trova in una situazione di rischio differenziato, tanto è vero che gli era stata revocata la scorta...».
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