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Pavullese fa incendiare le auto per gelosia, preso

di Daniele Montanari
Pavullese fa incendiare le auto per gelosia, preso

Il 48enne camionista assolda due uomini e li manda a distruggere le vetture del compagno dell’ex moglie: tre arresti

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PAVULLO. C’è un’incredibile storia di gelosia dietro agli incendi di auto di cui è rimasto vittima nei mesi scorsi l’operaio 36enne Francesco Bettini, di Fanano. I carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Pavullo, a fronte di un’eccezionale attività d’indagine, all’alba di venerdì hanno eseguito perquisizioni domiciliari disposte dal pm Claudia Ferretti che hanno condotto al fermo nei confronti di D.R. autotrasportatore 48enne pavullese considerato il mandante, e dei due magrebini Abderrahim Yahyaoui (marocchino 26enne residente a Pavullo) e Ousama Bouchim (29enne tunisino domiciliato in paese ma irregolare), entrambi disoccupati e con precedenti, ritenuti gli esecutori materiali dei roghi.

Gli episodi sono noti. Il primo si è verificato nella notte tra il 20 e il 21 febbraio, ai danni di un’Audi A4 station wagon parcheggiata in via Enrico Fermi. Intorno alle 2.30 si sono levate fiamme che hanno distrutto il mezzo e il suo prezioso contenuto di canne da pesca, un set che Bettini, grande appassionato di questo sport, aveva messo assieme in una vita, del valore di circa 7mila euro. In più, per il calore eccezionale, aveva subito danni consistenti il muro dell’abitazione adiacente, che tuttora non si sa se saranno coperti da assicurazione, che di certo non copriva questa e l’altra auto da incendio. C’è tuttora la possibilità che Bettini debba pagare di tasca sua anche quel danno.

Il secondo rogo la notte tra l’8 e il 9 maggio, all’auto usata che Bettini si era ricomprato da pochi giorni, un’Alfa 156 sempre station wagon. L’aveva parcheggiata la domenica pomeriggio in via Marconi, sotto alle scuole medie, sempre vicino alla casa della sua compagna. E alle 3.20 si erano sprigionate altre misteriose fiamme che l’avevano resa un rottame. Dopo il primo episodio, i carabinieri del nucleo operativo hanno avviato complesse indagini fatte di appostamenti continui in borghese e accertamenti tecnici (anche con l’uso di telecamere) che hanno permesso di stringere il cerchio sui tre soggetti, e di capire (anche in base agli elementi forniti dalla vittima) che si trattava in entrambi i casi di azioni disposte da D.R., che aveva assoldato i due magrebini.

Motivo? La gelosia nei confronti della compagna di Bettini, ex moglie di D.R., da cui ha avuto un figlio. Sentimento “bruciante” (proprio il caso di dirlo) nonostante l’autotrasportatore da tempo si fosse rifatto una vita con un’altra donna.

Le perquisizioni domiciliari simultanee (che hanno richiesto il dispiegamento in massa di tutto il personale del nucleo del Radiomobile) hanno permesso di acquisire elementi probatori tali da condurre agli arresti eseguiti nel pomeriggio, portando i due magrebini al Sant’Anna, mentre per l’autotrasportatore è stata disposta una custodia alternativa grazie alle ammissioni fatte davanti al pm. I carabinieri comunque, vista la gravità degli episodi, non considerano ancora chiusa l’indagine, decisi a trarne tutti gli elementi. Così come proseguono le indagini su altri roghi sospetti avvenuti nei mesi scorsi sul territorio, anche se di tutt’altra matrice.

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