Gazzetta di Modena

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Tigelle, la tradizione che conquista i giovani

di Martina Stocco
Tigelle, la tradizione che conquista i giovani

Tanti alla serata intitolata alla specialità gastronomica tipica del Modenese «Sto imparando da una nonna e da una zia a farle». «Si chiamano crescentine»

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Polonia, Austria, Germania, Italia. Non sono le squadre che si sono sfidate agli Europei, terminati da poco, ma la provenienza delle ragazze presenti mercoledì sera a Modena. Il gruppo si è ritrovato in Calle di Luca per festeggiare insieme La notte della tigella perduta, una serata di buon cibo e una caccia al tesoro fatta di indovinelli da risolvere standosene a tavole in compagnia.

«Ho una fissa per le tigelle - confessa Silvia Druidi, la modenese del gruppo - la gusto almeno una volta a settimana. Inoltre, sto svolgendo uno stage in marketing enogastronomico e le tigelle sono di casa. I miei familiari sono originari di Zocca e sto imparando da una nonna e da una zia a farle. Le mie preferite sono quelle con la “cunza” cioè lardo e formaggio».

Studentesse amanti delle tigelle sono anche Giulia Fink, austriaca, e Freya Brasse, tedesca. Sono in Erasmus a Modena per proseguire gli studi in Farmacia e Lingue straniere. Natalia Stasiak, originaria della Polonia, da tre anni residente a Modena: «Le tigelle le conosco molto bene - spiega - e sono un piatto che apprezzo molto».

Il percorso era di sette tappe in sei locali. Hanno servito tigelle in via dei Servi, corso Canalchiaro, piazza XX Settembre, via Gallucci, piazza Roma e, appunto, Calle di Luca. È questo il quartier generale in cui è stata ideata l'iniziativa. La firma è di Alessio Bardelli, già autore della Lambruscolonga. Si è passati da un'eccellenza del territorio all'altra.

Perché piacciono così tanto le tigelle? «Innanzitutto non si chiamano tigelle, ma crescentine - dice Simona Rizzo - anche se non sono di Modena le conosco molto bene. Sono buonissime: sono come il pane, ma più buone. Si possono fare diversi abbinamenti, il mio preferito è quello con ricotta e amarene. Ho imparato a farle in casa, le mangio spesso». Simona proviene dalla Sicilia e si gusta la serata con alcuni amici tra cui Antonio Fedele, Silvia Serradimigni, Davide Falbo.

Dove si mangiano le tigelle più buone? Abbiamo lanciato un concorso per scoprirlo insieme. «Ci sono diversi posti a Modena e provincia - suggeriscono in coro i tre giovani - dalla montagna fino al centro cittadino». «Anche noi di Lecce abbiamo imparato a fare le tigelle - aggiunge Riccardo Rizzo, che fa parte della comitiva - la mia preferita è con il lardo e il formaggio».

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