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«Emergenza servizi e intrattenimento, nei parchi pubblici manca tutto»

«Emergenza servizi e intrattenimento, nei parchi pubblici manca tutto»

I parchi pubblici sono i punti di riferimento principali, nel periodo estivo, per genitori e bambini. E purtroppo, nonostante la varietà delle zone verdi, le complicazioni che rendono i siti poco...

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I parchi pubblici sono i punti di riferimento principali, nel periodo estivo, per genitori e bambini. E purtroppo, nonostante la varietà delle zone verdi, le complicazioni che rendono i siti poco confortevoli sono altrettanto disparate.

Carmine Ferraro, gestore dei trampolini elastici del parco Sandro Pertini, è amareggiato: «L’ambiente è frequentato soprattutto da residenti – spiega - tanto che si è instaurato un bel rapporto. Purtroppo, ciò che recriminiamo sono innanzitutto le mancanze a livello di strutture: un parco così bello e grande possiede a stento due giochi per bambini. C’era la carrucola: più di un mese fa ho segnalato al Comune che era stato sottratto il suo piattello. Pensavo l’avrebbero sistemata, invece hanno addirittura tolto il tutto, lasciando solo le due strutture metalliche cui era attaccata la corda. Non parliamo, poi, del laghetto delle tartarughe: fino a due anni fa era curato, adesso è uno stagno a cielo aperto. Ciò che mi avvilisce è che tento di dare il massimo, eppure ho dovuto lottare due anni per ottenere il distributore automatico di bevande: mi veniva risposto sempre di no. Mi sento abbandonato dall’amministrazione e valuterò se andare via da questa realtà. L’anno scorso avevo proposto al Comune di poter organizzare qualche serata a tema con musica: mi hanno risposto che questo non aveva nulla a che fare con la mia attività. In questa realtà – prosegue - si guarda solo ai 200 metri di portico del centro: il resto è abbandonato a se stesso. Non ho mai chiesto nulla e rimpiango di avere investito denaro e tempo in questa realtà. Poi, non ci sono bagni: dopo il sisma sono stati chiusi. Penso che un’area verde rifletta la fisionomia della realtà in cui si vive: siamo abbandonati».

Anche il parco di fronte al cimitero ha qualche lacuna. «È uno dei più belli – afferma Zouhaier Kahri – ci sono tanti giochi, ombra e panchine. Mancano solo un po’ di pulizia, i bagni e un trattamento apposito sull’erba per le zanzare. Anche il bar, che è ancora in costruzione, non guasterebbe, adesso».

Il Parco Matto di Cibeno sta per compiere dieci anni: «In principio era bellissimo – racconta Cristina Covotta – poi le cose sono cambiate. L’erba viene tagliata tardi, quando arriva a un metro di altezza: così vi si annidano zanzare e sporco. È un parco lasciato a se stesso: l’insegna è rotta, le panchine sono al sole, come anche l’area giochi. Anziché creare un campo da pallavolo, avevamo chiesto uno spazio per il calcio così che i ragazzi non giocassero in mezzo alle giostre o vicino alle case e alle macchine. Non ci sono bagni, né bar. L’unica cosa positiva è che è frequentato da bravi ragazzi».

Va meglio al parco Magazzeno: Alessandra, Maria Laura ed Emily apprezzano la vicinanza di bar, supermercato, tante sedute e dell’ombra ma, affermano “mancano i bagni”. Idem al Parco delle Rimembranze: «Se c’è bisogno del bagno – afferma Graziella Costantini – bisogna correre a casa, se ho sete c’è solo una fontana. Queste aree vanno pensate ad hoc per le categorie fragili». (val.c.)

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