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«Presidii, doverosi ma non basta»

«Presidii, doverosi ma non basta»

La Lega: istituzioni inadeguate. Anche a Modena segnali di proselitismo islamico

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Il presidio in piazza Torre? «Un atto doveroso, ma insufficiente». L’attentato alla sede modenese dei membri dell’associazione Milad? «Una conferma che la Turchia ha poco a che fare con la cultura laica europea». La Lega Nord interviene su quanto sta accadendo a livello internazionale e sulle ripercussioni e reazioni in sede locale con una nota in cui stigmatizza il comportamento dell’amministrazione modenese.

«La Lega Nord di Modena - scrivono in una nota il segretario Filippo Panini e Antonio Baldini - esprime innanzitutto viva preoccupazione per la sorte dei cinque italiani di cui ancora oggi non si hanno notizie dopo la strage di Nizza e nel contempo sollievo per i quei modenesi che sono fortunosamente scampati al vigliacco attentato. I presidi in piazza contro l’odio e la violenza rimangono mere manifestazioni d’intenti e vacue parole se poi si evita accuratamente di risalire alla radice del problema, che è il fallimento dell’Europa senza frontiere, “multi-etnica” o multi-culturale voluta dalla sinistra europea di cui il Pd fa parte. Il primo cittadino ed assessore alla Sicurezza esprime sollievo perché la Turchia dopo il fallito golpe è rimasta… “laica”? Noi diciamo che non vogliamo la Turchia neo-ottomana di Erdogan in Europa e l’assalto ed incendio alla sede modenese dei membri dell’“Associazione Milad” conferma il nostro dissenso verso chi addirittura vorrebbe un’“Europa allargata”, includendo nazioni che ben poco hanno a che fare con la tradizione democratica e la cultura “laica” europea».

«Proprio per spiegare ai cittadini modenesi le ragioni del nostro dissenso - prosegue la nota della Lega - e per non essere tacciati come “populisti”, sottolineiamo che il Pd nelle sedi istituzionali europee ha un atteggiamento a dir poco ambiguo, visto che a parole esprime annunci ma poi nei fatti non si oppone, come al contrario ha fatto la Lega Nord nel Parlamento europeo, alle inique e demenziali sanzioni contro la Russia di Putin, ovvero la nazione che in Siria sta dando un contributo decisivo a fianco di Assad proprio per sconfiggere l’Isis».

Dal quadro internazionale a quello locale. «Anche la nostra realtà locale - prosegue la Lega - non può considerarsi immune dai pericoli del fondamentalismo islamico di matrice jihadista. L’immigrazione difatti è sempre più fuori controllo: in base a recenti statistiche un solo “migrante” su tre ha i requisiti per vedere accolta la domanda di asilo. E chi non ce li ha, una volta entrato in Italia, ben si guarda dal lasciare volontariamente il nostro Paese. L’integralismo islamico attinge proprio in questa massa di disperati nuove leve e con viva preoccupazione apprendiamo che anche nello stesso carcere modenese di Sant’Anna vi sarebbero “inquietanti” segnali di “proselitismo islamico”».

«Nell’attesa che la legislazione italiana venga adeguata al progressivo incremento di allarme internazionale e ferma restando la libertà di (pacifica) pratica religiosa sancita dalla nostra Costituzione, auspichiamo - termina la nota della Lega - che vengano studiate a livello comunale elementari misure preventive quali ad esempio attività di censimento finalizzate alla istituzione di un registro pubblico dei centri culturali o di culto islamici presenti nel nostro territorio; e ciò per sapere quanto meno chi li dirige e con quali fonti di finanziamento, e avere sotto controllo chi li frequenta».

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