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Casa, l’aspettano in 355: «Siamo in emergenza»

di Rino Filippin
Casa, l’aspettano in 355: «Siamo in emergenza»

L’assessore Daniela De Pietri: «Bene le nuove norme sulla decadenza dei diritti ma il problema va risolto con politiche abitative a livello nazionale e regionale»

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La casa a prezzi accessibili resta un sogno per tante famiglie o singoli che non hanno entrate economiche sufficienti per affittare immobili sul mercato.

Sulla base della nuova graduatoria municipale sono infatti 355 le persone in lista d’attesa per una casa “popolare” a fronte di 620 appartamenti municipali tutti sostanzialmente già occupati. Ovviamente nessuno dei 355 richiedenti è senza un tetto sopra la testa. Grazie a un sistema a rete di aiuti economici e non, a Carpi nessuno è abbandonato a se stesso. Ma quanto durerà ancora? Il sistema attuale è in grado di fare fronte a nuove ondate di famiglie con redditi insufficienti?

«La Regione Emilia Romagna - commenta Daniela De Pietri, presidente del tavolo provinciale per le politiche abitative e assessore comunale - ha deliberato nuove norme in materia di occupazione delle case popolari ponendo dei limiti oltre i quali decadono i diritti di abitare un alloggio pubblico. Si tratta sicuramente di un passo avanti verso una maggiore giustizia in questo ambito». Secondo le prime previsioni pare infatti che tra il 3 e il 4 per cento degli occupanti di alloggi popolari dovranno cercarsene uno a libero mercato. Si tratta di famiglie o persone a cui è stato assegnato l’alloggio quando erano in difficoltà economiche ma che ora hanno recuperato capacità economica e che di conseguenza possono liberare la casa pubblica per lasciarla a chi ne ha davvero bisogno. Come farà il Comune a stabilire se un determinato affittuario non ha più il diritto di occupare di occupare un alloggio “Erp” (edilizia residenziale pubblica)? Grazie a “Isee” (l’ indicatore economico), e controlli su catasto, conti correnti e deposito titoli (effettuati dagli enti autorizzati), si accerterà se un tale occupante è davvero in condizioni di semi povertà oppure se sta bluffando. I furbetti che verranno scoperti avranno però fino a un paio d’anni di tempo per trovarsi un’abitazione ad affitti di mercato. Si ricorda che le case popolari hanno canoni che possono arrivare anche a poche decine di euro mensili. «C’è un’emergenza casa - conclude Daniela De Pietri - ma non è pensabile che possa essere risolto dai Comuni. Bisogna che Stato e Regioni trovino formule per dare linfa a una nuova politica sulla prima casa».

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