Itinerari in Appennino / In mountain bike lungo i sentieri della Linea Gotica
Vicino Montese fino al monte Belvedere, la vetta più alta tra le valli del Reno e del Panaro
MODENA. La Linea Gotica (nota anche come Linea Verde II) è quella linea difensiva tedesca realizzata dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 per bloccare l'avanzata alleata in Italia; essa si sviluppava per circa 320 km e tagliava l'Italia in due, da ovest verso est, lungo la catena montuosa emiliano-romagnola. Questo sistema difensivo era costituito da postazioni armate, trincee anticarro, sbarramenti ed una lunga serie di trincee che sfruttavano la morfologia rocciosa ed impervia del territorio appenninico. Lungo questo fronte i tedeschi resistettero per tutto l'inverno del 1944 all' avanzata degli angloamericani che risulterà vittoriosa solo nella primavera dell'anno successivo e con un prezzo di sangue altissimo.
Si parte dal capoluogo Montese dominato dalla sua splendida rocca risalente al XII secolo e appartenuta a lungo alla famiglia dei Montecuccoli; attualmente il castello ospita il Museo Storico la cui sezione più ampia è relativa alle vicende belliche accadute sulla Linea Gotica nel montesino. In particolare una sala è dedicata al Corpo di spedizione brasiliano (FEB), a cui si deve la liberazione di Montese nel mese di Aprile del 1945.
Tappa successiva è la piccola frazione di Iola, sovrastata dal Monte Terminale (1.008 m. slm.) che fu conquistato il mattino del 3 marzo 1945, dopo un furioso combattimento a colpi di mitragliatrici e mortai, dagli uomini della 10° divisione da Montagna americana. In prossimità della vetta, accanto all'omonimo oratorio costruito nel 1901, sono visibili, ed in parte ristrutturate, alcune trincee e un avamposto d'osservazione tedesco seminterrato, per essere difficilmente identificabile dagli aerei alleati.
Si prosegue passando per una graziosa valletta (località “Il Cardinale”) e poi aggirando il Monte della Torraccia (1.083 m. slm.) fino a giungere sul crinale di confine fra la provincia di Modena e quella di Bologna. Si continua su bella forestale fino al santuario della Madonna degli Emigranti di Ronchidoso, risalente agli inizi del XX secolo e immerso in una bella e vasta pineta. Nei locali attigui al santuario, come ricorda una lapide, nel giugno 1944 si costituì la locale brigata partigiana Giustizia e Libertà. La località è nota anche per l'eccidio del 29 settembre dello stesso anno, quando i tedeschi trucidarono per rappresaglia 68 persone, in gran parte donne e bambini.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13840913:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/07/19/news/itinerari-in-appennino-dal-centro-a-maserno-tra-percorsi-sterrati-e-asfalto-1.13840913]]
Continuando sempre sul crinale si raggiunge infine la vetta del Monte Belvedere: caposaldo d'importanza strategica fin dall'antichità, rappresentò uno dei principali baluardi difensivi tedeschi, dove la 232° divisione resistette per tutto l'autunno-inverno 1944-'45 ai ripetuti attacchi alleati. Soltanto il mattino del 20 febbraio 1945, i “mountaineers” americani riuscirono, dopo un'aspra battaglia, a cacciare i tedeschi dalla vetta. Sulla sommità del monte si trovano i resti del caposaldo tedesco, costruito sui ruderi di un antico castello medioevale, alcune trincee e una bella croce da cui si gode un bel panorama del crinale appenninico dal Corno alle Scale al monte Cimone.
Il ritorno a Montese avviene in parte su stradine asfaltate e in parte su sentieri toccando le frazioni di Castelluccio, con il parco della Memoria e il cippo al partigiano Napoleon, e Maserno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

