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Maria Francesca non ce l’ha fatta

di Mauro Pinotti
Maria Francesca non ce l’ha fatta

Morte cerebrale per la studentessa del Venturi: è la seconda vittima dell’incidente di Guastalla

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Maria Francesca Formisano non ce l’ha fatta. I medici dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia - dove la giovane, studentessa all’istituto Venturi di Modena, che aveva compiuto 17 anni a febbraio, era ricoverata da sabato notte - ieri alle 14 hanno dichiarato la morte cerebrale della giovane. E subito dopo, è partito il periodo di osservazione in vista della donazione degli organi. Un gesto di generosità e amore che i genitori di Maria Francesca, nonostante il grande dolore, ha voluto.

Si aggrava così tragicamente il bilancio dell’incidente di venerdì sera in via Cisa Veneta, sul tratto arginale che da Tagliata porta a Guastalla, all’altezza di strada Ghiare. Dopo Davide Iaquinta, l’amico di Maria Francesca anche lui di appena 17 anni che viaggiava sull’auto dei quattro amici, anche la studentessa non ce l’ha fatta. L’autista e una terza amica avevano riportato ferito più lievi.

Le condizioni della ragazza erano apparse subito disperate ai soccorritori del 118 intervenuti sul luogo dell’incidente. Come Davide, anche Maria Francesca aveva subito il terribile contraccolpo dell’impatto della Ford Fiesta guidata da un amico 19enne che, uscendo di strada e arrampicandosi senza controllo sull’argine, aveva finito con l’abbattere un palo della luce che ha piegato all’altezza del tettuccio la vettura.

Per Iaquinta la morte era avvenuta sul colpo. Maria Francesca, invece, respirava ancora quando il personale del 118 le l’aveva raggiunta a terra.

Una volta in ospedale, all’esito degli accertamenti clinici, i medici che l’avevano presa in cura non avevano dato molte speranze ai familiari della ragazza. L’agonia per la giovanissima è durata tre giorni. Ma era troppo grave il trauma cranico riportato nell’incidente. Maria Francesca era tenuta in vita da una speciale apparecchiatura che monitorava anche l’attività cerebrale. Tutto il paese ha sperato nel miracolo, ha pregato per lei. Ma il miracolo che tanti hanno invocato, purtroppo, non c’è stato.

Eppure, nella tragedia, nel dolore lancinante, c’è spazio ancora per la vita. E questo grazie al coraggio e alla forza che papà Antonio, mamma Francesca Masella e il fratello Nicola, di 22 anni, hanno saputo trovare in quell’amore grande che la loro figlia e sorella è stata e sarà per sempre. Decidendo infine di donare gli organi della ragazza, daranno la possibilità a qualcun altro di continuare a vivere. E in qualche modo, anche a Maria Francesca di vivere ancora.

La morte dei due ragazzi ha duramente colpito tutta la comunità reggiolese. Da subito dopo l’incidente il sindaco, Roberto Angeli, si era mantenuto in costante contatto con la famiglia Formisano, per accertarsi delle sue condizioni. «Tutta Reggiolo - ha detto il primo cittadino - è fortemente colpita dalla morte di questi due ragazzi: una tragedia per i genitori che devono affrontare questa grave perdita e per tutta la comunità. In questi giorni abbiamo visto soffrire intere famiglie e tanti amici. A tutti loro le condoglianze da parte del Comune e di tutta la comunità».

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