Modena, monta sul cavallo e cade: il maneggio deve risarcire
Il personale dell’azienda agricola non fissò bene la sella per un giro di prova e la giovane modenese riportò serie lesioni: il giudice stabilisce l’entità del danno
MODENA. La sella è stretta male e lei cade da cavallo procurandosi lesioni gravi. Dopo cinque anni di dispute, il giudice civile stabilisce che il proprietario del cavallo deve un risarcimento congruo. Che però non si può parametrare su quello di un incidente stradale normale.
La sentenza. La sentenza del Tribunale civile di Modena ha infatti stabilito che il risarcimento - in questo caso 23mila euro più le spese mediche e quelle legali - sarà a carico del proprietario dell’azienda agricola della Bassa che aveva la responsabilità del cavallo e soprattutto della sicurezza di chi lo cavalcava. Il risarcimento è stato calcolato in base alle cosiddette “Tabelle di Milano” che permettono di fissare un danno di tipo non patrimoniale ma che riguarda lesioni permanenti.
Dramma in un'azienda agricola. La drammatica vicenda è accaduta nel 2011 dentro un’azienda agricola. Una modenese 28enne aveva intenzione di comperare un cavallo e il titolare glielo aveva portato per un giro di prova. Quando la donna è montata in sella, però, questa si è improvvisamente rovesciata facendola finire a terra. I finimenti, si è poi capito, non erano stati serrati bene da parte del personale che aveva provveduto a bardare il cavallo. La donna, dopo lunghe cure, aveva chiesto un risarcimento di 23mila euro più rivalutazioni e interessi. Ma l’azienda agricola aveva fatto notare che quella stessa mattina il cavallo era stato montato più volte da parte di altre persone. Quindi, secondo il titolare non c’era colpa.
La colpa del proprietario. Cinque anni dopo la caduta, ora il giudice civile ha stabilito che la domanda di risarcimento era fondata. Il proprietario aveva l’obbligo di osservare la regola di prudenza e doveva insomma controllare se il finimento della sella era ben serrato prima di far montare il cavallo alla giovane. La perizia tecnica ha poi stabilito che la giovane ha riportato serie lesioni che hanno comportato in parte una inabilità temporanea totale e anche postumi permanenti pari a un 7%.
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