Pistoni: «Tra Sgp e teatro sono stati 2 anni faticosi»
Il sindaco a 24 mesi dall’elezione: «Stabilizzare la patrimoniale è stato durissimo Ora un manager per riorganizzare il Comune. Il Carani? È un bene privato»
I due anni di mandato, dal giugno 2014 quando è diventato sindaco di Sassuolo, sono stati per Claudio Pistoni un continuo impegno per dare alla città maggior amministrazione, migliorie, seguito alle promesse elettorali.
Come giudica questi primi 24 mesi di legislatura e quali sono stati i primi interventi ?
«Innanzitutto faticosi – risponde Pistoni – soprattutto per la mole di burocrazia che abbiamo dovuto sfogliare ed analizzare. Il motivo principale è stato quello di concludere il concordato in continuità di Sgp che adesso si può definire “stabilizzata”. È stata una gara dura ma non chiuderla in maniera positiva, senza l’omologa, equivaleva a non poter fare appalti di nessuno genere».
Sgp ora ha le giuste caratteristiche per operare in sicurezza?
«Sgp ha anche la giusta condizione economica per farlo. Con le concessioni da parte del Comune (suolo pubblico, gas ed altro), le manutenzioni, ma anche con i pacchetti urbanistici dei nuovi comparti Cisa-Cerdisa, Diamante, Goya, le nuove costruzioni, che iniziano ad aumentare. Abbiamo anche deciso un pacchetto di manutenzioni straordinarie per circa 2,5 milioni di euro, che riguardano le potature, gli asfalti, le scuole e la segnaletica. Posso già anticipare che il prossimo anno saranno oltre 3 milioni».
Dopo questa operazione su cosa dirigerete il timone?
«Abbiamo diversi progetti anche per la riorganizzazione dell’ente. In primo luogo vogliamo istituire gli sportelli “Polifunzionali”, con i funzionari che abbiano la competenza per rispondere a diverse esigenze dei cittadini: anagrafe, scuola, lavori pubblici (da approfondire solo in casi più difficili). Contestualmente a questo, stiamo lavorando ad una “contaminazione organizzativa pubblico-privata”, con l’utilizzo di un manager che viene dal privato e dal privato porti all’ente l’esperienza per riorganizzare tutta la macchina comunale. Difficile? Senza dubbio. Ma credo ci siano le condizioni per far bene».
A che punto siamo con i lavori in centro storico e con l’iter per un teatro prima dell’inverno?
«Mi piace anticipare qualcosa a riguardo dei primi, mentre non ho novità sostanziali sul secondo. Mi spiego. Per quanto riguarda il centro storico abbiamo in cantiere due progetti. Il primo all’interno di “Por-Fer”, con fondi europei, riguarda il rifacimento di piazza Martiri Partigiani, via Rocca, Piazzale Avanzini e piazzale Della Rosa (oltre ad alcuni interventi anche all’interno del palazzo Ducale); l’altro fa parte di quell’idea del ministro Franceschini per i territori di Modena, Reggio e Ferrara (230 milioni chiesti, 70 già finanziati dal Cipe). Per quanto riguarda i teatri posso solo dire che, per quanto riguarda il San Francesco, abbiamo avuto diversi incontri e nel momento che loro avranno messo a posto lo stabile, con tutti i permessi, compresa l’antisismica, saremo pronti a metterci nuovamente a sedere. Il Carani è più o meno nelle stesse condizioni. Se verrà reso dalla proprietà agibile e fruibile siamo disposti a metterci a sedere e chiudere la vicenda in modo positivo per la collettività. Non possiamo, e lo sanno tutti, spendere dei soldi per mettere a posto un bene privato: non è legale».
Chiudiamo con una carrellata di carattere generale: su cosa ci indirizziamo?
«Mi piacerebbe continuare sulla scia di alcuni risultati come quello dell’apporto di System per via Cavallotti, della Fondazione Cassa di risparmio per il campo di San Michele, del soggetto che ha vinto il bando per la pubblica illuminazione (che rifarà gratis quella del parco Ducale, del Fontanazzo, di piazzale Della Rosa e di Montegibbio); anche su quella del nuovo bando per la gestione del calore, che ha portato al cambio di una dozzina di caldaie nelle scuole ed edifici pubblici della città senza spese per l’ente. Poi chiudo sperando che in breve tempo possiamo avere il comodato per rifare il parcheggio adiacente la stazione, accanto all’Unicredit di via Radici in Piano e di finire entro il 2016 la predisposizione del nuovo “piano casa”, che andremo a mettere a regime nei primi mesi del 2017».
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