Gazzetta di Modena

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PUGNO DURO DEL QUESTORE

Daspo per un anno a cinque tifosi

Daspo per un anno a cinque tifosi

Fecero irruzione in sala stampa durante la partita contro il Cagliari

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Cinque tifosi del Modena sono stati colpiti da “Daspo” e per un anno non potranno assistere dal vivo ad alcuna manifestazione calcistica. Stadio vietato, dunque, per tre modenesi di 19, 28 e 32 anni, un 28enne di Bomporto e un 45enne di Rubiera. Il provvedimento è stato emesso ieri dalla Questura e riguarda i fatti accaduti nel dopogara di Modena-Cagliari di sabato 26 marzo. Quel giorno, allo stadio Braglia, i canarini furono sconfitti per 2-1 in maniera tanto clamorosa quanto rocambolesca, subendo due gol nei minuti di recupero dalla capolista della serie B dopo essere riusciti a passare in vantaggio nonostante l’inferiorità numerica. Un epilogo che fece esplodere la rabbia dei tifosi, già in aperta contestazione nei confronti della società, e che provocò anche l’esonero del tecnico argentino Hernan Crespo. Il Modena, d’altronde, era reduce dalla terza sconfitta consecutiva, la seconda nel giro di una settimana davanti al pubblico di casa dopo quella rimediata il sabato precedente contro il Como, ultimo in classifica. Proprio mentre l’allora direttore sportivo Massimo Taibi si presentava davanti ai microfoni per annunciare il cambio in panchina, un gruppo di una ventina di tifosi fece irruzione nella sala stampa dello stadio Braglia con l’intenzione di raggiungere gli spogliatoi per un confronto diretto con giocatori e tecnico. Il clima di tensione durò pochi istanti, perché gli stessi ultras fecero intendere di non aver intenzioni bellicose e, una volta trovata chiusa la porta di accesso al corridoio degli spogliatoi, desisterono di fronte anche all’intervento delle forze dell’ordine. Quegli attimi concitati non rimasero all’interno delle mura del Braglia ma finirono nelle case di tutti gli italiani, ripresi dalle telecamere di Sky e mandati in onda in diretta nel corso dei classici collegamenti post-partita. Le immagini finirono in fretta in mano all’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che invitò la Questura di Modena a prendere immediati provvedimenti.

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