Enel Green Power brucia ancora Il paradosso dei teloni “fornace”
Finale. Pompieri al lavoro per smassare le rotoballe coperte dalle protezioni imposte dalla Provincia L’azienda: «Nessun pericolo per l’ambiente» ma c’è chi vuole un monitoraggio della qualità dell’aria
FINALE. Serviranno giorni prima di completare l’opera di smassamento e messa in sicurezza dell’imponente montagna di rotoballe stoccate e distrutte dalle fiamme nel piazzale della centrale elettrica di via Ceresa. L’incendio è enorme, il fumo si nota a vari chilometri di distanza e le squadre di Modena, Carpi, Finale e Mirandola si daranno il cambio per evitare nuovi focolai. Ma mentre le operazioni proseguono, le discussioni ambientali si accendono anche perché a Massa, in molti, segnalano un’aria diventata ormai irrespirabile.
Perché, al di là dell’incendio, il timore che anche in futuro si ripresenti una situazione analoga è chiaro, soprattutto se non si troveranno soluzioni ai teloni di plastica, usati per coprire le rotoballe, ma che allo stesso tempo sono imputati di innalzare a dismisura la temperatura del sorgo da fibra e del fieno. L’autocombustione è partita anche a causa dal forno realizzato da Enel Green Power su prescrizione della Provincia. «Il deposito annuale della biomassa - si legge nelle note di Arpae - sarà effettuato in sopraelevazione di 20-30 cm rispetto al piano campagna, al fine di evitare ristagni di acqua che potrebbero portare alla precoce decomposizione della biomassa, con conseguente emanazione di odori. Tali depositi devono essere completamente coperti con strutture mobili (teli) di protezione dagli agenti atmosferici. La ditta dovrà gestire correttamente le coperture affinché non si verifichino: processi di fermentazione per eccessivi tenori di umidità che possano comportare maleodoranze per le popolazioni; fenomeni che possano comportare la combustione dei materiali in deposito». Ma il discorso si allarga inevitabilmente a tanti altri impianti che stoccano rotoballe, coprendole con teloni: sono sicuri o la strategia è più dannosa che utile? A breve ci sarà una riflessione tra tutti gli enti coinvolti.
Tranquillità traspare invece da Enel Green Power. «Il personale - si legge in una nota - è intervenuto mettendo in azione tutte le procedure di sicurezza previste. Per ragioni di natura prettamente precauzionale, Enel Green Power ha avvisato i Vigili del Fuoco. La situazione è sotto controllo e non si registrano pericoli né per i cittadini né per l’ambiente. Tutte le istituzioni locali sono state tempestivamente informate, garantendo la massima attenzione nell’attuazione delle operazioni di messa in sicurezza dell’impianto».
La centrale elettrica resta comunque in funzione nonostante il rogo e dall’azienda arrivano rassicurazioni sulla qualità dell’aria a cui però non credono diversi cittadini. «Tutti sanno che bruciare biomasse comporta l’emissione in aria di inquinanti - accusa Maurizio Poletti dell’Osservatorio Civico Ora Tocca a noi - Il sindaco chieda subito il blocco della lavorazione e il monitoraggio dell’aria».
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