In 700 da Modena col vescovo Castellucci verso la Polonia
Iniziato il viaggio del primo gruppo di ragazzi modenesi diretti alla Giornata mondiale della Gioventù con il papa
VIENNA. È iniziata ieri mattina alle 5 l'avventura dei modenesi in viaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù. Appuntamento, per gli otto pullman in partenza, davanti alla motorizzazione civile. Negli occhi di tutti tante emozioni contrastanti. La curiosità per un'esperienza che si preannuncia indimenticabile, ma anche tanta stanchezza: molti hanno dormito poco, divisi fra le ultime faccende quotidiane e la preparazione di uno zaino che deve contenere tutto ciò che potrebbe essere indispensabile. Un unico zaino per due settimane, con tutte le incognite legate al tempo atmosferico, ai luoghi in cui andranno, a ciò che troveranno. E a Cracovia, la prossima settimana, saranno tantissimi: c'è chi parla di due milioni di giovani, pronti a invadere la terra di Giovanni Paolo II. Da Modena arriveranno in tutto 703 pellegrini divisi in due gruppi: il secondo partirà la mezzanotte del 25 luglio, per vivere solo l'esperienza di Cracovia. Gli altri, 376, sono quelli che passeranno questa settimana in gemellaggio con la diocesi polacca di Wroclaw.
Con loro, oltre al direttore della pastorale giovanile don Stefano Violi e a diversi sacerdoti, anche il Vescovo Erio Castellucci che condividerà il viaggio in tutte le sue tappe. Ed è stato proprio Castellucci a presiedere la Messa a cui hanno partecipato alle 11.30 a Klagenfurt, in Austria, e a incoraggiarlci al cammino con le sue parole brevi ma molto incisive. «I cristiani - ha spiegato il Vescovo nella sua omelia, commentando il brano di Vangelo sui veri parenti di Gesù - hanno introdotto una grande novità, chiamando fratelli tutti coloro che condividevano con loro il battesimo. Non si tratta di una parentela di sangue, di cultura o di nazione, ma di fede. Il nostro è un viaggio familiare e come fratelli e sorelle stiamo andando incontro al Signore. Chiediamo che anche per noi il fatto di condividere la fede sia più importante di tutto il resto».
Ieri sera arrivo a Vienna. A ospitarli una semplice palestra fuori città, nel Kollegium Kalksburg, dove hanno steso materassini e sacchi a pelo. E oggi si riparte per una nuova giornata di viaggio fino al tardo pomeriggio, quando giungeranno a Wroclaw, base per questa prima settimana. Saranno ospiti delle parrocchie, condividendo la vita delle comunità polacche. Le sicurezze sono poche. Grande l'entusiasmo e la curiosità. Perché questo, del resto, è il vero spirito della Gmg. Ancora oggi non sanno nei dettagli come si svolgerà la seconda settimana e dove alloggeranno, non sappiamo cosa mangeranno. Il primo giorno è già passato E fra la stanchezza, il dolore alle gambe e al collo per le tante ore passate in pullman e le prime conoscenze maturate in queste ore, tutto lascia pensare che ci sarà da lavorare e da camminare tanto, non solo per il corpo. Tutti i 703 giovani partiti per questa Gmg portano dentro, del resto, le loro inquietudini. Sono paure e domande spesso nuove rispetto a quelle delle generazioni precedenti, maturate oggi davanti al computer e tra i messaggini di watsapp, o di fronte alle immagini televisive di tragedie terroristiche i cui fantasmi arrivano - inutile nasconderlo - anche qui. Ma questa è da sempre la vita di ogni vero pellegrinaggio. Anche di quelli globali e giovanili del 2016.
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