Gazzetta di Modena

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La Dda indaga sull’attacco ai siti dei Comuni

di Daniele Montanari
La Dda indaga sull’attacco ai siti dei Comuni

Aperto un fascicolo dopo le scritte apparse sui portali web di Frassinoro, Montefiorino e Palagano

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Sarà la Dda di Bologna a indagare sull'intrusione informatica che per quasi tutta la giornata di lunedì ha messo ko i siti gemelli dei Comuni di Frassinoro, Montefiorino e Palagano (più quello del subambito montano Vallo Dolo, Dragone e Secchia) con la comparsa al posto della home page di una schermata a sfondo nero con immagini di cavalieri con bandiere stile Isis e messaggi inquietanti come: “Allah ci sta preparando per la vittoria”, “Palestina libera”, “Queste sono solo alcune bombe della Resistenza”. I carabinieri hanno raccolto la denuncia fatta dal sindaco di Frassinoro Elio Pierazzi a nome di tutti e tre e i Comuni, e adesso il caso è passato alla Procura bolognese con il coinvolgimento della Direzione distrettuale antimafia come avviene per tutti i casi relativi all'antiterrorismo. In campo sia gli uomini del Ros dei carabinieri, che dovranno approfondire l'indagine sotto questo profilo, che gli specialisti della polizia postale, chiamati a esprimersi sul fattore più propriamente tecnico delle modalità d'intrusione. In realtà, tutti concordano sul fatto che sia stato violato un server unico con filtri di concezione piuttosto vecchia, che infatti verranno subito rafforzati in attesa del passaggio, a fine anno, nel nuovo server dell’Unione del Distretto ceramico. Per un'operazione del genere non c'era bisogno di eccezionali competenze tecniche, ed infatti questo “attacco” in sé si è limitato al minimo, con la sola sostituzione della home page, che non ha intaccato nessun canale di servizi. Dopo aver effettuato i backup con il monitoraggio di tutti gli accessi, è stato quindi un passaggio abbastanza semplice a condurre intorno alle 17 al reset e al rilancio dei tre siti con funzionalità regolare. Peraltro pare che nel 2015 si sia registrato un episodio analogo, con la sostituzione, sempre durante un weekend, delle rispettive home page con una bandiera albanese e scritte in arabo inneggianti ad Allah. Ma allora la cosa era passata praticamente inosservata. Adesso invece, a soli tre giorni dalla strage di Nizza, l'accaduto ha assunto una connotazione tutta particolare, non mancando di creare apprensione. Ma soprattutto sdegno per l'insensibilità di chi ha pensato di divertirsi in questo modo. Perché pare assai improbabile che tre comuni appenninici che assieme non fanno neanche 7mila abitanti, possano essere considerati da qualcuno una vetrina terroristica.

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