Vignola, precipita e muore mentre raccoglie le pere
L'uomo, Ivo Garavini, stava raccogliendo la frutta in un'azienda agricola di via Confine. Inutili i soccorsi per tentare di salvarlo
VIGNOLA. Via Confine è uno stradello di campagna che nasce dalla Vignolese e che va a spegnersi nel Panaro. Corre silenzioso al fianco della trafficata Pedemontana, dove il via vai di camion è continuo. È qui, nei filari di frutta che sorgono ai lati di una delle principale arterie stradali della provincia, che Ivo Garavini è morto in un incidente sul lavoro, mentre si stava occupando dei filari di peri dell’azienda agricola del cugino, Enzo Rinaldi.
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Sono le 10 quando Ivo è sulla piattaforma semovente del mezzo a tre ruote con cui i contadini raggiungono i punti più alti degli alberi da frutta (la “Rivetta” come viene chiamata in dialetto); a un tratto perde l’equilibrio, cadendo violentemente al suolo da un’altezza di oltre tre metri. Il primo ad accorgersi dell’incidente è proprio il cugino che avvisa immediatamente i soccorsi. Il 118 invia sul posto un’ambulanza e un’automedica da Vignola, ma per il 68enne non c’è niente da fare. Gli sforzi dei sanitari sono inutili e il decesso è preossoché istantaneo. In via Confine arriva anche una pattuglia del pronto intervento della polizia municipale, inviata dal Comando di Vignola: agli agenti e agli uomini della Medicina del Lavoro il compito di rilevare l’incidente e di ricostruire l’avvenuto. Arriva anche il magistrato di turno, per aprire un doveroso fascicolo d’indagine. Ed ovviamente anche i familiari accorrono per capire cosa sia successo.
Non è ancora chiaro se Ivo abbia avuto un malore o se abbia perso l’equilibrio, magari sporgendosi in maniera eccessiva dalla piattaforma. Agli agenti toccherà anche il compito di accertare, come alcuni testimoni riferiscono, che Ivo avesse un regolare contratto da lavoratore stagionale, un piccolo impiego con cui si teneva impegnato. Il 68enne, infatti, era in pensione da tempo e viveva a Castelvetro. Fino agli anni Ottanta era stato proprietario di un terreno in cui lavorava con il fratello, poi aveva fatto l’operaio fino alla pensione. Ma il legame con la terra era rimasto, tanto che proseguiva a lavorare nei terreni del cugino. Non lascia figli, ma una compagna. Dopo i rilievi del caso, la salma è stata recuperata dall’agenzia funebre Pasini e Pellegrini di Vignola per il trasporto in Medicina Legale a Modena, in attesa che vengano effettuati gli esami autoptici prima che venga stabilita la data del funerale. Sono arrivate anche le condoglianze del vice sindaco di Vignola Simone Pelloni a nome di tutta l’amministrazione.
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