Anpana chiude, colonie feline a rischio
Sparisce l’associazione Anpana, le guardie ecozoofile che solo tre mesi fa avevano assunto l’incarico per il controllo delle colonie feline. Il Comune si rimette alla ricerca di qualche soggetto a...
Sparisce l’associazione Anpana, le guardie ecozoofile che solo tre mesi fa avevano assunto l’incarico per il controllo delle colonie feline. Il Comune si rimette alla ricerca di qualche soggetto a cui affidare questo tipo di gestione, che nel frattempo spetta alla Polizia municipale, impegnata a controllare lo stato di salute dei gatti e la crescita di nuovi gruppi. Il problema sembrerebbe di poco conto, ma chi conosce la situazione sa quante e quanto abbondanti siano le colonie feline sul territorio e quanto possano essere problematiche. La giunta aveva perso lo scorso anno la precedente associazione incaricata, La Fenice, evaporata dopo alcuni anni di attività a scartamento ridotto; aveva perciò individuato nelle Guardie ecozoofile (nella foto), con sede in piazzale Avanzini, pieno centro di Sassuolo (inaugurata nel 2014) il soggetto che avrebbe potuto occuparsi di questo aspetto. La convenzione è stata sottoscritta il 4 marzo e prevedeva 2mila euro di contributo all'ano per due anni. Il 13 giugno però è arrivata comunicazione che la sezione sassolese dell’associazione Anpana non è più operativa, non esiste più. Il Comune ha potuto solo prendere atto e annullare i contributi già stanziati a suo tempo. Adesso spetta ai vigili urbani di Sassuolo controllare i gatti. Ci sono colonie feline molto grandi lungo la ciclabile del Secchia, al parco Leoncavallo, nella zona di palazzo Ducale e in diverse altre zone del territorio. La legge è molto severa verso chi fa del male ai gatti e anche verso chi, amministrazione pubblica, non provvede da un lato al loro sostentamento e dall'altro a mettere un freno alla proliferazione con le sterilizzazioni di cui si occupano i veterinari incaricati dal Comune. Pochi anni fa la presenza di una colonia di gatti in zona Fontanazzo provocò un incidente, è il caso di dirlo, “diplomatico” con i privati proprietari finito con la chiusura al pubblico degli accessi, durata anni, ben oltre il trasferimento della colonia poi portata in Secchia. Non si tratta quindi, è davvero il caso di dirlo, di un tema di poco conto, ma piuttosto di difficile soluzione. (g.b.)
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