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Dai mix pubblico-privato alla riqualificazione al servizio della città, ma servono i soldi

Dai mix pubblico-privato alla riqualificazione al servizio della città, ma servono i soldi

«Faccio i miei complimenti all'amministrazione attuale che porta in fondo questo progetto con larga funzione pubblica, purtroppo ai miei tempi mancavano i finanziamenti altrimenti anche io avrei...

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«Faccio i miei complimenti all'amministrazione attuale che porta in fondo questo progetto con larga funzione pubblica, purtroppo ai miei tempi mancavano i finanziamenti altrimenti anche io avrei fatto prevalere questa destinazione. Purtroppo allora non fu possibile, felice che oggi siano stati trovati i soldi necessari». Parole di Daniele Sitta l'ex assessore all'urbanistica delle giunte del sindaco Giorgio Pighi, non intende però andare oltre e intervenire dopo che l'attuale amministrazione ha praticamente cancellato la sua vecchia idea sulla riqualificazione dell'ex Amcm. Tra i protagonisti del dibattito negli anni scorsi c'è anche Massimo Mezzetti oggi assessore regionale e in passato amministratore della cultura a Modena. «Durante le giunte Pighi - spiega - si diede al progetto Amcm un carattere maggiormente speculativo con un ampio coinvolgimento dei privati. Io all'epoca ero in Regione e mi stupivo perché non si tentasse di accedere ai finanziamenti europei, cosa all'epoca già possibile. E' in sostanza quello che sta facendo Muzzarelli con la nuova idea del parco della creatività che ripristina funzioni pubbliche a discapito del progetto precedente molto legato a interessi privati. Ricordo che vent'anni fa feci in giunta un blitz per assegnare i capannoni abbandonati al teatro delle Passioni di Pietro Valenti e sono contento che oggi Ert sia al centro del nuovo piano. Al tempo ci fu anche il progetto Melograni con la sua vocazione culturali che un po' assomiglia alle idee attuali».

Attualmente la vicenda è nelle mani dell'assessore all'urbanistica Vandelli e del suo caposettore, l'ingegnere reggiano Maria Sergio. «A settembre partiamo con i lavori all'ex Aem che segnano la partenza del recupero dell'area ex Amcm secondo gli indirizzi del nuovo Parco della creatività. L'abbiamo chiamata così pensando che Modena si è sviluppata proprio attraverso la creatività nella sua accezione più ampia, dalle municipalizzate ai villaggi artigiani. Oggi all'Amcm arriviamo anche alla rigenerazione, portando nel progetto nuove professionalità che declinino innovazione e ricerca». (s.l.)

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