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È guerra nel quartiere di Sassuolo: «Il cane non ci fa dormire»

di Alfonso Scibona
È guerra nel quartiere di Sassuolo: «Il cane non ci fa dormire»

Un disabile guida la protesta e si rivolge inutilmente a vigili, giudice e polizia «L’animale da anni non dà pace a chi vuole riposare». La replica degli agenti

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SASSUOLO. È una storia maledetta quella che vede contrapposti un anziano disabile, Mario Parenti (e qualche altro vicino di casa, a Pontenuovo) da una parte ed un cane che abita nel giardino di una villetta vicina. Maledetta perché da una parte c'è l’annosa denuncia da parte dell'uomo, che lamenta continui abbaiare dell’animale; dall'altra i controlli su queste segnalazioni che mai, nemmeno una volta, hanno colto in fallo la controparte.

«Non si vive più – dice Parenti – perché a qualsiasi ora del giorno e della sera questo cane abbaia e disturba. Le ho provate tutte: ho chiamato la polizia municipale, il commissariato, i carabinieri, il giudice di pace: nulla, non sono riuscito a venirne fuori». La vicenda non è proprio dell’ultima ora. Era il lontano 2011, forse anche un anno prima, quando Parenti ha iniziato a denunciare il fatto. «Abbiamo provato di tutto – aggiunge – e se parlo al plurale vuol dire che anche altre famiglie sono del mio stesso parere. C'è anche stata una raccolta di firme ma non sono arrivate soluzioni. Cosa mi aspetto? Che lo portino via». L’altra mattina, per l’ennesima volta, sul posto due agenti accertatori della polizia municipale. «Noi siamo quasi sempre arrivati dopo le sue chiamate – hanno affermato – ma non abbiamo mai trovato che il cane disturbasse come il signor Parenti afferma. Siamo certi della sua onestà e che quando chiama vuol dire che l'animale abbaia ma è altrettanto vero che abbaiare se passa un gatto o qualcuno vicino al cancello, anche se il recinto è dietro la villetta, è praticamente un atto dovuto. Probabilmente, essendo da solo tutto il giorno, soffre anche di una forma di solitudine ma non abbiamo appurato disturbi continuativi come afferma il cittadino». La visita a casa del quadrupede interessato, per certi versi, conferma la versione degli agenti della polizia municipale e della famiglia. L'animale è ben trattato (e la visita non era concordata), ha un ampio recinto, abbondante acqua ed è socievole. «Abbiamo anche proposto un avvicinamento tra le parti – aggiungono i vigili – così che anche il cane familiarizzasse con il signor Parenti, ma non è stato possibile. È stato anche ipotizzato di portarlo durante il giorno nel posto di lavoro del proprietario ma non c'è abbastanza spazio libero. Soluzioni? Massimo rispetto per le segnalazioni del cittadino, che ha voglia di tutelare la propria serenità familiare ma nello stesso tempo è importante che vi siano conferme sul disturbo dell'animale nei confronti del vicinato».

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