Ex-Amcm, in centro una tela di Penelope
L’eterno progetto incompiuto delle amministrazioni comunali
Una storia infinita. La vicenda della riqualificazione dell'area dell'ex municipalizzata Amcm ampia quasi 40mila metri quadrati, va avanti da decenni tra concorsi pubblici, ricorsi al Tar, demolizioni e quattro piani particolareggiati realizzati negli ultimi dodici anni. E come la leggendaria tela di Penelope ogni volta si è ripartiti da zero o quasi. Oggi in consiglio si dovrebbe vivere un nuovo passaggio con il documento di indirizzo per l’ex Amcm. L’ultimo? Difficile dirlo. In questi anni sono stati tanti i progetti presentati come quello decisivo, poi modificati e scomparsi... Senza arrivare ancora ad un cantiere aperto, se non quello per alcuni abbattimenti, tra cui quello della palazzina Veccchi. Tante modifiche, con contorno di polemiche, che denotano una mancanza di continuità amministrativa nei progetti urbanistici importanti di Modena.
Oggi la giunta guidata da Gian Carlo Muzzarelli con gli assessori ai lavori pubblici Gabriele Giacobazzi e all'urbanistica Annamaria Vandelli hanno deciso di puntare sul "Parco della creatività" aumentando la destinazione pubblica e limitando la residenza privata e l'attività commerciale. Un progetto - lo dice Vandelli - che è l'opposto di quello che alcuni anni fa perseguiva l'allora assessore plenipotenziario Daniele Sitta. Ma se allora, spiega quest'ultimo, non c'erano denari pubblici a sufficienza per destinare ampia parte della zona a funzioni culturali, oggi i finanziamenti arriveranno? È questa la domanda, alla quale la giunta dà risposta positiva forte dei due milioni appena giunti per il restauro della palazzina Aem, che occorre farsi "ripassando" tutti i progetti di una storia infinita che nel corso del tempo sono saltati. Rivediamoli.
LA STORIA. Il largo spazio, dove ancora sussistono numerosi edifici, si sviluppa tra le vie adiacenti al centro storico Carlo Sigonio, Buon Pastore e Peretti. L'area venne predisposta oltre un secolo fa, nel 1912, per ospitare la sede delle "Aziende elettriche municipalizzate" (Aem in sigla poi trasformata in Amcm) che si occupò all'epoca di elettrificare le linee tranviarie e di gestire il comparto della produzione elettrica. Il progetto venne realizzato da Carlo Zucchi e Alessandro Panzarasa e comprendeva alcune palazzine necessarie al funzionamento della vecchia municipalizzata che vennero ampliate tra gli anni Venti e Trenta del '900. Nel 1955 anche il noto architetto modenese Vinicio Vecchi - lo attribuiscono all'autore Vanni Bulgarelli e Catia Mazzieri, curatori del volume "Città e architetture industriali. Il Novecento a Modena" - costruì una palazzina degli uffici nell'area. Questo edificio venne appunto demolito dal Comune nell'agosto 2010. Oltre a questa sede sempre nel 2010 il Comune ha voluto abbattere anche una vecchia rimessa dei tram che Bulgarelli e Mazzieri descrivono come "Interessante il prospetto nord dei capannoni con i pilastrini in cemento armato sormontato da stilizzati capitelli di foggia ionica". Il complesso si allarga poi negli anni Sessanta con altri edifici tra cui un deposito dei filobus che viene anch'esso abbattuto nel 2015.
PIANO MELOGRANI. Nei primi anni '90, dopo che già nel piano regolatore del 1989 si destinò l'area alle funzioni pubbliche e residenziali, si arrivò a un concorso di idee per la riqualificazione a cui parteciparono 104 architetti. Nel 1996 fu affidato l'incarico al gruppo di progettisti Melograni-Fumagalli il cui piano particolareggiato prevedeva la conservazione di tutti gli edifici presenti in parte invece abbattuti negli ultimi anni. Fu questo il primo e secondo tanti l’unico vero progetto di valore per il recupero dell’area. Ma non decollò mai. Nel 1998, dopo che nel 1994 la Soprintendenza vincolò alcuni edifici, l'allora assessore Massimo Mezzetti rilanciò l'idea dell'ex Amcm come "Cittadella della cultura". Il piano Melograni arrivò nel 2000, ma poi nel 2004 il Comune ne approvò un altro molto differente dall'originale con alcune demolizioni, scatenando molte polemiche.
PIANO 2004. Affidato al caposettore Stancari, prevedeva in prima battuta 500 parcheggi interrati, aree per le Passioni ed Ert e il Supercinema estivo che in un primi tempo pareva dovesse essere spostato. Ci dovevano anche essere una palazzina di mille metri per il commercio e una residenza per i giovani e varie piazzette.
PIANO 2009. È il piano più maestoso e contestato. Anch'esso affidato a Marcello Stancari divenne operativo nel dicembre di quell'anno e prevedeva già nei 3mila metri quadri dell'ex Aem il teatro delle Passioni e la sede di Ert, mentre l'ex Enel doveva divenire centro musica e cinema multisala su 2200 metri. Centro commerciale all'ex autorimessa e uffici o residenze alla palazzina Sigonio. A caratterizzare questo progetto era la torre centrale alta ben 12 piani (oltre 30 metri) con 64 alloggi a cui si affiancava una "stecca" di edificio di cinque piani e 3mila metri di superficie. Sotto la piazza centrale, affiancata anche da 4mila metri di verde, si voleva realizzare un megaparcheggio da 600 posti e tre piani di profondità.
PIANO 2013. Nell'ottobre 2013, anche in seguito a un ricorso al Tar di Italia Nostra poi superato, il Comune approva un altro piano molto più contenuto dei precedenti affidato a Marcello Stancari. All'ex Aem si pensava di porvi una piazza coperta da usarsi per mercatini ed eventi culturali posizionandovi anche dei negozi. L'ex centrale Enel di via Peretti prevedeva oltre alla sede di Ert anche un auditorium e cinema d'essai, mentre l'ex autorimessa filobus vicina a via Sigonio era adibita qui a spazi commerciali. La degradata palazzina Sigonio invece era stata predisposta per uffici e residenze; sotto: un parcheggio da 220 posti
PARCO DELLA CREATIVITÀ. Arriverà a settembre il bando per appalto e gestione, un "affare" che ha un valore globale di 35 milioni di euro a cui vanno aggiunti 2 milioni di fondi europei che serviranno per restaurare il primo intervento nell'area alla palazzina ex Aem (ospiterà laboratori tecnologici). Il Comune ha calato notevolmente la parte residenziale che passa da 104 a 80 appartamenti eliminando l'alta torre prevista a suo tempo da Sitta, triplicando gli spazi pubblici per cultura, sport e servizi. Non a caso presso le zone Aem, Enel (qui la nuova sede di Emilia Romagna teatri) e Officina filovia (futura palestra del liceo Sigonio in centro). Verrà posizionato un piccolo centro commerciale di 1500 metri, mentre ci sarà una piazza verde centrale e i 400 parcheggi saranno realizzati interrati o sopraelevati. Su un totale di 16mila metri quadrati al centro del progetto, 7800 sono di funzione pubblica e 8700 sono di residenza, uffici, commercio.
Sarà vero? Dopo quasi 40 anni di attesa, lecito dubitare.
Stefano Luppi
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