Gazzetta di Modena

Modena

La notte dei pellegrini modenesi verso Cracovia in attesa del Papa

di Federico Covili
La notte dei pellegrini modenesi verso Cracovia in attesa del Papa

Secondo giorno di viaggio per i pellegrini modenesi diretti a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Secondo giorno di viaggio per i pellegrini modenesi, tra nuove conoscenze e tante esperienze significative in vista della Giornata Mondiale della Gioventù col Papa a Cracovia. L’altra sera i 331 giovani, accompagnati dal Vescovo Erio, sono arrivati a Vienna attorno alle 18. Bellissima la capitale austriaca, al tramonto di una limpida giornata di sole, con le sue carrozze e i suoi palazzi storici, il duomo di Santo Stefano, le ampie strade e le piazze storiche. I pellegrini hanno potuto visitarla velocemente prima di consumare la cena divisi in gruppi, presso alcuni locali convenzionati. Poi un breve viaggio in pullman per raggiungere il Kollegium Kalksburg, edificio ampio e spazioso, costruito nel '600 dai gesuiti. Qui i giovani hanno passato la notte. Sistemazione quantomeno spartana: divisi fra ragazzi e ragazze si sono sistemati nelle due palestre della struttura. C'è chi aveva un semplice modulo da campeggio, chi sofisticate brandine assemblabili o materassi da campeggio più o meno comodi. Per tutti un'aria difficilmente respirabile, compensata però da un'atmosfera di festa, capace di andare oltre le difficoltà del viaggio.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.13850482:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2016/07/21/fotogalleria/giornata-mondiale-della-gioventu-il-vieggio-dei-ragazzi-modenesi-1.13850482]]

Alle 8 della mattina successiva la Messa nella splendida cappella dell'istituto, presieuta da don Stefano Violi, direttore della pastorale gioanile modenese. «La parola di Dio - ha detto don Stefano nella sua omelia - vuole raggiungere la profondità del nostro cuore. Dio ha preparato per noi un sogno d'amore nella notte della nostra eternità, è un sogno che precede i nostri sogni ed è qualcosa di più grande di ciò che possiamo pensare noi. Come realizzarlo? Se ci guardiamo dentro capiamo che siamo terra arida. Dio passa a seminare - ha continuato don Stefano, facendo riferimento alla parabola del seminatore - vuole far riforire la nostra terra arida. Raccogliamo e accogliamo i semi che arriveranno in questi giorni: la Gmg sarà un festival di emozioni, ma dobbiamo fare in modo che queste emozioni scendano in profondità e per fiorire dovranno passare anche dall'inverno dei momenti più difficili».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google