La notte dei pellegrini modenesi verso Cracovia in attesa del Papa
Secondo giorno di viaggio per i pellegrini modenesi diretti a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù
MODENA. Secondo giorno di viaggio per i pellegrini modenesi, tra nuove conoscenze e tante esperienze significative in vista della Giornata Mondiale della Gioventù col Papa a Cracovia. L’altra sera i 331 giovani, accompagnati dal Vescovo Erio, sono arrivati a Vienna attorno alle 18. Bellissima la capitale austriaca, al tramonto di una limpida giornata di sole, con le sue carrozze e i suoi palazzi storici, il duomo di Santo Stefano, le ampie strade e le piazze storiche. I pellegrini hanno potuto visitarla velocemente prima di consumare la cena divisi in gruppi, presso alcuni locali convenzionati. Poi un breve viaggio in pullman per raggiungere il Kollegium Kalksburg, edificio ampio e spazioso, costruito nel '600 dai gesuiti. Qui i giovani hanno passato la notte. Sistemazione quantomeno spartana: divisi fra ragazzi e ragazze si sono sistemati nelle due palestre della struttura. C'è chi aveva un semplice modulo da campeggio, chi sofisticate brandine assemblabili o materassi da campeggio più o meno comodi. Per tutti un'aria difficilmente respirabile, compensata però da un'atmosfera di festa, capace di andare oltre le difficoltà del viaggio.
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Alle 8 della mattina successiva la Messa nella splendida cappella dell'istituto, presieuta da don Stefano Violi, direttore della pastorale gioanile modenese. «La parola di Dio - ha detto don Stefano nella sua omelia - vuole raggiungere la profondità del nostro cuore. Dio ha preparato per noi un sogno d'amore nella notte della nostra eternità, è un sogno che precede i nostri sogni ed è qualcosa di più grande di ciò che possiamo pensare noi. Come realizzarlo? Se ci guardiamo dentro capiamo che siamo terra arida. Dio passa a seminare - ha continuato don Stefano, facendo riferimento alla parabola del seminatore - vuole far riforire la nostra terra arida. Raccogliamo e accogliamo i semi che arriveranno in questi giorni: la Gmg sarà un festival di emozioni, ma dobbiamo fare in modo che queste emozioni scendano in profondità e per fiorire dovranno passare anche dall'inverno dei momenti più difficili».
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